La sfida di State of the World 2006

Una sfida per il mondo e per ognuno di noi. E’ l’ecologia: Cina e India la stanno affrontando. Se la perdono, il mondo soffoca. Se la vincono, vinciamo tutti. Ne parla State of The World 2006.

Cina e India continueranno a crescere. Il
rapporto annuale del Worldwatch Institute
, il
più autorevole sullo stato di salute del pianeta, fa un
check-up approfondito sulla questione.

Scorrendo il rapporto, si nota che ogni tema ha dimensioni
globali; per cui il primo impulso è pensare “be’, ci
penserà l’ONU, ci penserà il governo”. Il secondo
è leggere, naturalmente. E scoprire così che tutti e
dieci i temi portanti illustrati nel libro hanno un’immediata e
prepotente vicinanza alla nostra vita quotidiana. Eccoli, uno per
uno.

1. “India e Cina sulla scena”
Dimensione “mondo”.
Le due nazioni, che ospitano, da sole,
il 40% della popolazione mondiale, hanno un ruolo decisivo,

possono fare paura
. La crescita economica non
si fermerà più. Se compiranno scelte ecosostenibili,
assicureranno un futuro alle prossime generazioni. Altrimenti, il
mondo si esaurirà.
Dimensione “noi”. Siamo “invasi” dai prodotti
cinesi. Non è solo una questione di dazi o dumping. Riguarda
i diritti umani dei lavoratori d’Oriente e la sicurezza e la salute
nostre, il nostro lavoro.

2. “Allevamenti migliori, pasti più sani,
sicurezza di tutti”.

Dimensione “mondo”. Se i muri degli allevamenti
fossero di vetro, non si mangerebbe più carne. L’allevamento
di bovini è
una pratica enormemente dispendiosa
,
ecologicamente insostenibile, sconsigliabile in paesi dalle
già esauste risorse naturali.
Dimensione “noi”. Le pessime condizioni degli
allevamenti asiatici innescano la nascita di virus (come l’H5N1,
protagonista dell'”aviaria”) mentre in Europa ognuno a tavola
facciamo i conti con “mucca pazza”, polli alla diossina, abusi di
antibiotici.

3. “Acqua dolce, tesoro da custodire”.
Dimensione “mondo”.
I ricercatori vedono un futuro
costellato di “guerre
dell’acqua
“. Tutelare le falde acquifere costa meno
che riparare i danni causati dalla loro distruzione.
Dimensione “noi”. Ognuno può fin da subito

risparmiare fino la metà dell’acqua
che s’usa
in casa!

4. “Presente e futuro dei biocombustibili”
Dimensione “mondo”.
Spaventose tensioni geopolitiche,
prezzi ingovernabili, inquinamento. Il
sistema petrolio è agli sgoccioli
?
Dimensione “noi”. Chi non vorrebbe fare il pieno
all’auto
con alcool o olio di arachidi
? Quanto dovremo
aspettare per poterlo fare?

5. “La sfida della nanotecnologia”
Dimensione “mondo”.
Nel 2000, solo l’IBM stava investendo
sulle nanotecnologie. Nel 2005, vi sono 1200 start-up in tutto il
mondo. Come ogni ondata tecnologica (dalla
chimica
, al
nucleare
, alle
biotecnologie
), la domanda oggi è: chi
le può controllare?
Dimensione “noi”. Siamo tutti molto interessati ai
miracoli promessi dalle nanotecnologie. Vestiti autopulenti, motori
più veloci, pannelli di titanio anti-inquinamento… Ma…
se facessero male alla salute?

6. “Il mercurio, giramondo tossico”
Dimensione “mondo”.
Le persone al mondo con i più
alti livelli di mercurio nel sangue sono gli Eschimesi. Seguono a
ruota orche, balene, delfini, orsi polari. Non è certo loro,
la colpa. E’
un regalo
dei paesi industrializzati. Diffuso dalle
industrie, si concentra ai freddi Poli. Eppure, processi produttivi
alternativi al mercurio esistono già. Basta condividerli ed
esportarli nei Paesi in via di sviluppo.
Dimensione “noi”. Presto dovremo rinunciare ai
vecchi, cari termometri per la febbre. Ma niente paura, sapremo
ancora se abbiamo qualche lineetta: così come per i processi
industriali, i nuovi termometri esistono già. E sono
migliori.

7. “Disastri naturali come occasione di pace”
Dimensione “mondo”.
Il numero dei disastri naturali dal
1980 al 2004 (inondazioni, tempeste, uragani, siccità)
è
in crescita impressionante
. Gli aiuti umanitari non
devono essere strumenti per privilegiare una comunità invece
di un’altra.
Devono essere occasioni
per introdurre nuove
tecnologie eco-sostenibili, nuove pratiche agricole.
Dimensione “noi”. Ogni disastro naturale, dallo
tsunami a Katrina, è un monito all’adozione, subito, di
gesti ecosostenibili.

8. “Commercio e sviluppo sostenibile, alleanza
possibile”
Dimensione “mondo”.
Dopo il celebre WTO di Seattle, nel
1999, i grandi del mondo
si sono riuniti a Doha
, in Qatar, cercando di
tracciare nuove regole per il commercio mondiale.
Dimensione “noi”. Loro parlano, noi compriamo.
Bio, ed equo-solidale. Certificati.

9. “La Cina verde avanza”
Dimensione “mondo”.
Sembra che il “margine di manovra”
degli ambientalisti in Cina
stia crescendo
.
Dimensione “noi”. E’ uno spunto per
non vedere la Cina come un grande, enorme nemico
che
avanza.

10. “La scommessa delle corporation etiche”
Dimensione “mondo”.
Molte corporation hanno compreso che
occuparsi dell’ambiente e rendersi socialmente responsabili non
è un aggravio di costi, ma una mossa necessaria per stare al
passo con il mondo che cambia.
Dimensione “noi”. Le ricerche affermano che

un italiano su due preferisce comprare
“etico”
; che i cittadini europei sono pronti a

scegliere energia verde
; che l’elemento “bio”
ed “equosolidale” sta diventando decisivo. Scegliere, sempre,
quando possibile, l’alternativa
eco
, di ogni cosa, spronerà le aziende a essere
sempre più rispettose.

Pubblicato in Italia da
Edizioni Ambiente
, sempre a cura di
Gianfranco Bologna
(direttore del WWF),

State of the World 2006
è il più
importante strumento a nostra disposizione per sapere come sta il
mondo. Mentre i suoi dati fotografano i più giganteschi
trend per la salute del pianeta, in questa chiave di lettura ci
mandano anche un messaggio: ognuno ne ha un pizzico di
responsabilità.

Stefano
Carnazzi

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