La soia e la scoperta dell’acqua calda

La Monsanto annuncia di aver messo a punto un nuovo tipo di soia ogm povera di grassi. Ce n’era bisogno?

Monsanto, multinazionale del biotech, annuncia di aver messo a punto una soia trasgenica “povera di grassi trans” dopo dieci anni di costose ricerche dei bioingegneri. Ma la soia comune, che ha una percentuale di grassi insaturi e saturi molto ben bilanciata, è già un legume dalle acclarate virtù antifarto, anticolesterolo e protettive del cuore. A voi i commenti.

Il comunicato Monsanto: ottenuta soia povera di acidi grassi

03/09/2004 – L’azienda di biotecnologie Monsanto ha annunciato di essere pronta, dopo oltre dieci anni di ricerca, ad immettere sul mercato una nuova varietà di soia a basso contenuto di acidi grassi insaturi di tipo trans. Si tratta degli acidi più strettamente legati alle malattie cardiache e la cui percentuale è nelle varietà tradizionali dell’8%, mentre scende a meno del 3% nel nuovo prodotto Monsanto. Questo tipo di soia, rende noto la stessa azienda in un comunicato, sarà disponibile per un numero ristretto di agricoltori dell’Iowa dalla stagione sementiera del 2005. Come tutti gli altri prodotti che contengono acidi grassi insaturi di tipo trans, a partire dal primo gennaio 2006 anche la nuova soia dovrà riportare nell’etichetta la presenza di queste sostanze, come prevedono le indicazioni dell’ente statunitense per il controllo sugli alimenti e i farmaci, la Food and Drug Administration.

Nico Valerio, studioso di alimentazione e scrittore scientifico, ci parla delle caratteristiche della soia nel suo libro “L’alimentazione naturale”, Oscar Mondadori.

“L’alimento dalle proteine più alternative è in realtà più utile all’uomo per la sua componente lipidica. La soia, infatti, è molto più grassa degli altri legumi ma questo non è tanto uno svantaggio, quanto un vantaggio per i suoi consumatori. Primo, perché ha la percentuale più alta di acidi grassi insaturi, compresi quelli essenziali, tra tutti i legumi, il che fa della soia un alimento antinfarto, protettivo della circolazione, oltre a farne la protezione naturale più efficace da molte alterazioni della pelle (acne, seborrea, eczema infantile, ecc.) e da alcuni disturbi del fegato e del sistema nervoso. Poi perché è proprio qui che vengono alla luce tre importanti fattori che potremmo chiamare “salvavita”. Il primo è l’assenza di colesterolo, che è già un bel vantaggio. Il secondo è il rapporto quasi ideale tra acidi grassi insaturi (…) e acidi grassi saturi (…) che vuol dire difesa della salute, dell’elasticità delle arterie, prevenzione non solo dell’arteriosclerosi ma anche più in generale del rischio di cancro. Il terzo fattore positivo è la presenza massiccia nei suoi grassi della lecitina (…) che è capace di fluidificare gli accumuli di colesterolo e di rimetterli in circolo favorendo la riduzione o l’eliminazione- per via prima biliare e poi fecale – del colesterolo a bassa densità Ldl e di innalzare il livello ematico del “colesterolo buono” o ad alta densità Hdl”.

Articoli correlati