La via dei sogni nella storia: l’evoluzione delle visioni oniriche negli anni

Tutte le principali religioni hanno considerato il sogno come messaggi divini. Le visioni oniriche hanno influenzato papi, re e profeti.

Alla fine del VI secolo avanti Cristo, in Grecia e poi a Roma, medici e sacerdoti interpretavano i sogni nei templi dedicati ad Esculapio, dio della medicina. Per quasi un millennio i fedeli hanno praticato l’incubazione, e richiesto messaggi terapeutici attraverso i sogni. Le Sacre Scritture sono piene di sogni profetici. Anche Maometto ebbe molteplici visioni oniriche. Nel II secolo d.C. ci fu un fiorire di teorie e molta letteratura sull’oniromanzia (dal greco oneiros: sogno, e manteia: predizione). Nel 314 d. C. la Chiesa, con il Concilio di Antiochia, condannò la divinazione per mezzo dei sogni.

A differenza che in altre parti del mondo, in Occidente c’è stato un allontanamento crescente dalla cultura del sogno che, pur rivalutata dal romanticismo, ha finito col restare confinata alle credenze popolari. Alla fine del Settecento sono diffuse le Smorfie, opuscoli che fornivano i numeri da giocare al lotto partendo dall‘interpretazione dei sogni. La fine del diciottesimo secolo, con il razionalismo, segna il massimo declino del prestigio del sogno.

Con l’opera di Freud (“L’interpretazione dei sogni” è del 1889), si ricomincia a dare valore a quest’ampia e misteriosa porzione dell’esistenza che sono le visioni oniriche. Con la scoperta, nel 1953, dei movimenti oculari rapidi (REM) ad opera di E. Aserinsky e N. Kleitman, i progressi nell’analisi del fenomeno sono stati notevoli. Le nuove tecnologie hanno consentito di far luce su aspetti neurochimici molto promettenti. Ogni diversa prospettiva distrugge le certezze su cui si basavano le teorie precedenti. La ricerca avanza per grossi balzi in avanti per poi fermarsi o procedere molto lentamente, anche perché i fondi dedicati all’onirologia sono pochi: è un tema che richiede molto tempo e pazienza, e non porta a guadagni immediati.

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