La Via dell’Acqua: dal Ringraziamento al Controllo

Come terzo grado di realizzazione, nella Via dell’Acqua si giunge al Controllo, inteso come possibilit

Accettazione e Ringraziamento, al di là dell’apparente
contraddizione, non portano alla resa e alla passività: se
colgo solo l’apparenza della manifestazione, come ad esempio
dinanzi ad un destino che “appare” avverso, inevitabilmente mi
identifico con esso e non riconosco maya, ovvero l’illusione, che
è unicamente funzionale alla comprensione del senso profondo
di quello stesso destino.
Le “sfide”, o i problemi che la vita pone, hanno lo scopo di
realizzare un apprendimento. Non sono quindi, in sé,
né positive né negative.
Se “accetto” la sfida dunque, la lascio penetrare nella mia vita
come l’acqua nella terra: l’acqua non ha forma, ma prende forma;
accetta e, accettando, modella, dà forma a ciò che la
contiene.

Nelle arti marziali lo studio dell’accettazione è
fondamentale ed è pratica della Via dell’Acqua. Il non
opporsi quando riceviamo uno stimolo, ad esempio una spinta, ci
permette di trasformarlo: se mi irrigidisco (non accettazione)
posso addirittura farmi male ma, se assecondo lo stimolo che mi
squilibra, posso non soggiacervi, ma invertire la condizione.
E’ la pratica del “lasciar la presa”, dell’accettare per giungere a
trasformare.
Ecco che, da questo punto di vista, l’accettazione dello squilibrio
o della provocazione mi permette il Controllo.
Controllo dunque non è repressione ma può essere
tradotto con possibilità di “non subire” gli eventi
bensì di poter dare ad essi la giusta “direzione”. E’
possibilità di “cavalcare” la propria vita, il proprio
destino, nella consapevolezza del proprio potere di
trasformazione.

La Via dell’Acqua è la Via dello Sidda Yoga, o yoga del
potere. Insegna non il soffocamento, ma il “controllo” degli
eventi. Se l’essere umano non può evitare le sfide che
caratterizzano la sua vita, o il cosiddetto destino, può
però “controllarlo” proprio perché lo ha accettato e
ringraziato, nella consapevolezza che anche la più dura
delle prove, così come il più acerrimo dei nemici, mi
sta offrendo un’occasione unica di apprendimento e di
evoluzione.

Loredana Filippi

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