Asana uguale consapevolezza di sé

Uno dei primi compiti di Asana è dunque quello di rendere evidenti gli effetti della consapevolezza sulla nostra struttura nervosa e muscolare

La nostra attività mentale quotidiana, così come la
nostra coscienza ordinaria, è in buona parte occupata da
pensieri dedicati al passato e al futuro. Di conseguenza, impegnati
come siamo nel ricordare esperienze ed eventi o nel proiettarci
verso il futuro, prossimo o lontano che sia, rischiamo di non
concedere uno “spazio” adeguato alla consapevolezza del presente.

La sfida che sta al cuore della pratica del Raja Yoga è
proprio quella di conferire realtà al presente, di imparare
a procedere tenendo conto di “ciò che è”, di
ciò che accade di momento in momento.

Asana è l’inizio del percorso. Il termine sanscrito “Asana”
viene solitamente tradotto con “postura” o “posizione”.
In senso più letterale “Asana” significa “essere
così”, non tanto in riferimento alla forma esteriore, alla
postura intesa come semplice posizione del corpo, ma piuttosto al
modo con cui la postura è da noi abitata, vissuta. Nello
yoga, il corpo è parte indissociabile dalla propria presa di
coscienza.

Di conseguenza possiamo dire che non è il movimento in
sé, per quanto gratificante, a liberare, quanto la
capacità di ascolto che lo accompagna. Il nostro corpo
riflette sempre, in modo tangibile, la nostra organizzazione
interiore e le nostre capacità di consapevolezza.
Il movimento e le posture rendono manifesta l’esistenza nel nostro
corpo di zone chiare, quelle che leggiamo senza difficoltà,
e di zone oscure, che non riusciamo a raggiungere facilmente
mediante un’indagine cosciente. Di norma, tendiamo a muoverci e
praticare utilizzando prevalentemente le nostre parti chiare,
ignorando o utilizzando solo in parte le aree corporali che
avvertiamo con fatica o che non arriviamo più a
localizzare.

Uno dei primi compiti di Asana è dunque quello di rendere
evidenti gli effetti della consapevolezza sulla nostra struttura
nervosa e muscolare, consentendoci inoltre di osservare come tali
effetti si organizzino in modi differenti a seconda del livello di
ascolto in atto.

Renata e Moiz
Palaci

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