La vittoria dei cafetaleros dell’Honduras

Honduras: governo costretto a promulgare una legge per riattivare finanziariamente il settore, dopo un anno di lotte e pressioni internazionali

I piccoli produttori di caffè dell’Honduras, ridotti alla
povertà dal crollo del prezzo del caffè sul mercato
mondiale, avevano lottato per un anno intero contro il governo per
salvare se stessi e le proprie famiglie da politiche statali che li
mettevano definitivamente in ginocchio. Una lotta che aveva portato
non solo a grandi mobilitazioni interne, inizialmente represse con
violenza, ma anche a forti pressioni internazionali e che ha ora
consentito di ottenere un riconoscimento fondamentale da parte del
governo.

A settembre, infatti, il governo dell’Honduras con un decreto ha
promulgato la legge “di riattivazione finanziaria del settore
produttivo del caffè”. Concretamente significa che
verrà costituito un fondo speciale denominato “Fideicomiso”
per pagare, per conto dei produttori stessi, i saldi debitori dei
prestiti bancari ottenuti fino allo scorso 29 aprile per
attività legate alla produzione del caffè. Il fondo
verrà alimentato attraverso l’imposizione di una tassa sulle
esportazioni che oscillerà tra i 4 e i 9 dollari per ogni
quintal (corrispondente a 46 kg) di caffè venduto.
L’oscillazione sarà in relazione al prezzo di vendita.

Si tratta, di fatto, dell’anamento di un debito che viene stimato
in 100 milioni di dollari e che grava sulle spalle di centinaia di
migliaia di piccoli produttori già stremati da una
congiuntura internazionale che li ha costretti, negli ultimi anni,
a vendere spesso il caffè ad un prezzo inferiore ai costi di
produzione. In Honduras, lo ricordiamo, su 7 milioni di abitanti, 5
milioni vivono in condizioni di povertà: il caffè,
oltre ad essere il principale prodotto d’esportazione, è
quello che consente una più diretta distribuzione della
ricchezza e la sua produzione coinvolge ben due milioni di
persone.

A confermare la notizia di questa vittoria dei cafetaleros è
Marco Santori, presidente del Consorzio di microfinanza Etimos,
partner finanziario de La Central de Cooperativas Cafetaleras
dell’Honduras, un consorzio di 62 cooperative che costituisce il
principale coordinamento di piccoli produttori del paese
centroamericano. Etimos, assieme a TransFair Italia, marchio di
garanzia del commercio equo e solidale, si è fatto
interprete delle richieste e delle istanze dei piccoli produttori
promuovendo una vera e propria campagna, “Sin Cafè No Hay
Mañana”, a loro sostegno.

“L’azzeramento del debito – afferma Santori, di ritorno in questi
giorni da una missione in Honduras – è un risultato
importantissimo, una vera e propria vittoria per i cafetaleros.
Significa che il governo si fa garante per loro e accetta la
richiesta di dare vita ad un politica di sostegno al comparto
cafetalero. Si tratta di un obiettivo centrato grazie alla
determinazione dei produttori ma anche grazie alla pressione
internazionale cui anche l’Italia e la nostra campagna di
sensibilizzazione hanno contribuito”.
Attualmente grazie alla campagna – che invita a comprare
caffè equosolidale e a sottoscrivere certificati di deposito
per la costituzione di un Fondo di garanzia – Etimos sta sostenendo
la Central per un totale di 585 mila dollari, ma un nuovo ingente
prestito è in fase di definizione entro la fine di
ottobre.
Fonte: Consorzio Etimos
Leader italiano del credito nei Paesi in Via di
Sviluppo

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