Le aziende cinesi scelgono la sostenibilità

Il Paese che ha vissuto una fase di grande sviluppo, con il conseguente impatto ambientale su tutto il pianeta, decide ora di puntare su sostenibilità e responsabilità sociale.

È quello che ci si aspettava da una delle economia
più forti e più impattanti di tutto il pianeta. Un
Paese che ha visto, secondo le stime fornite dal vice segretario
generale della China Federation of Industrial Economics, Xin Jiang:
“Una fase di grande trasformazione e di grande sviluppo. Negli
ultimi 3 trimestri di quest’anno, il tasso di crescita del Pil
cinese si è attestato sul 7,7%, e la crescita su scala
industriale è del 10%. Ma l’economia cinese si è
trovata ad affrontare anche molti problemi, energetici ed
ambientali”.

Dall’incontro, tenutosi alla Cattolica di Milano e promosso dal
CSR Manager Network, (associazione
che dal 2006 riunisce i professionisti che si dedicano alla
gestione delle problematiche socio-ambientali e di
sostenibilità), un punto su tutti è stato messo in
luce: la volontà delle aziende cinesi di competere sul
mercato anche sul piano delle politiche di responsabilità
sociale.

“Si è trattato del primo incontro di lavoro tra i
manager della sostenibilità italiani e la comunità
cinese
– ha commentato Fulvio Rossi, Presidente del CSR
Manager Network – per capire le opportunità di scambio
professionale e i punti di contatto con un Paese che sta facendo
grandi passi avanti, sebbene la strada da percorrere sia lunga ed
il contesto istituzionale sensibilmente diverso da quello europeo
ed italiano”.

Secondo i dati forniti dal CFIE, la più grande federazione
di associazioni industriali del Paese e composta da alcune delle
maggiori “corporation” cinesi, il consumo totale di energia
è calato del 3,49%, mentre quello di acqua
dell’8,9%
. Nello stesso tempo sono aumentate le aziende
che hanno presentato un bilancio di
sostenibilità
, aumento stimato del 18% rispetto
all’anno precedente.

Come confermato dallo stesso vice segretario Xin Jiang: “La
Federazione, insieme con altre 10 associazioni di categoria, tra
cui quelle del carbone, del ferro e acciaio, del petrolchimico,
dell’industria leggera e del tessile, hanno firmato ‘L’atto di
responsabilità sociale per le imprese industriali cinesi’,
ovvero una serie di misure e di strumenti in grado di promuovera la
coesistenza armoniosa tra industrie, società e
ambiente”.

Proprio su questo punto si sono trovati d’accordo anche i
rappresentanti italiani: “Ci ha colpito soprattutto – ha
sottolineato Rossi – l’affermazione che la responsabilità
sociale non sia in contraddizione con lo sviluppo economico di
un’impresa neanche in periodi di crisi, ma piuttosto precondizione
per una sua competitività duratura”.

Non ci resta che aspettare i risultati che si spera siano
imminenti.

 

Articoli correlati