Le diverse vie della passione

E’ radicata in noi l’idea che la passione coincida col “perdere la testa” o con una sessualità sfrenata. In altre culture però la divaricazione tra passione e amore non esiste.

La passionalità in amore nella nostra cultura è
legata all’idea di un’eccitazione che annulla la capacità
razionale di guidare le emozioni e di controllare gli istinti. Da
qui la fretta, la confusione interiore e un agire “concitato” verso
il partner e le situazioni. La concezione occidentale oscilla tra
il giudizio negativo, perdita di ragione e di controllo di
sé e uno positivo dovuto al coinvolgimento e alla
liberazione del proprio sentire.

Esistono però altre culture in cui questa divaricazione non
esiste e l’idea di passione, come modo di “subire gli eventi” non
è così traumatica, ma anzi stimola il contatto con
una realtà interiore profonda. Nel Tantra, ad esempio, si
scorgono caratteristiche estranee alla nostra idea di passione
anche se il “patire” è uno degli elementi base su cui si
fonda questa percezione della realtà. Nessuna rivincita dei
sentimenti rispetto alla ragione, ma piuttosto una sana
collaborazione. La mente non è spazzata via dall’istinto, ma
segue la corrente emozionale incanalandosi nel flusso fino a
confondersi col tutto e a sparire.

Nella nostra cultura la passione è legata al possesso e al
dominio, sia razionale che irrazionale. In realtà non si
può amare se non si sa essere recettivi. Ma soprattutto non
è vero che si ama con la testa o con il cuore. Si ama con
tutto il corpo, il cuore batte forte perché irrora sangue
dappertutto, c’è bisogno di più aria, la pelle si
lubrifica e tutto scorre più veloce. Solo il pensiero a
volte si oppone a questo scorrere. Rimane aggrappato all’io, alle
sue paure, ai suoi frammenti di identità e di esperienza,
mentre il fiume di sensazioni provocato dal desiderio d’amore si
mescola all’universo, lo contiene e lo attraversa, anando la
singola esperienza-identità.

Passione non è abbandonarsi all’istinto, che in quel momento
ha fretta, ma guidarlo, incanalarne il movimento senza sottrarre
forze al sentimento. Per capire con i sensi questa sensazione,
così diversa da quella a cui ci ha abituati la nostra
cultura, provate a guardare il movimento dell’acqua che passa nel
terreno. Osservate come riempie gli spazi, come aggira gli
ostacoli, come avanza e ritorna su se stessa, come conquista la
discesa e colma la salita.

Francesco Aleo

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