A Lyon, le Domaine de la Terre

Nel 1985, dopo quindici anni di ricerche e di test per migliorare le tecniche costruttive in terra cruda, nasce nei pressi di Lyon il più grande quartiere costruito con questa tecnica.

Le Domaine de la Terre è un quartiere della cittadina di
Ville Fontaine, 30 km ad est di Lyon e circa 2 ore di macchina da
Torino, nella regione francese di Rhones Alpes.

Si tratta di un’opera concreta, nata intorno al 1985, frutto dello
studio e della sperimentazione sulle tecniche costruttive in terra
cruda intrapreso nella facoltà di architettura di Grenoble
alla metà degli anni ’70.

Questo quartiere è composto da diversi isolati, su ognuno
dei quali sorgono uno o più edifici opera di architetti che
hanno vinto il concorso indetto dal Ministère de l’Urbanisme
et du Logement. L’obiettivo di tale operazione era di dimostrare
quanto attuali fossero le tecniche costruttive in terra. Tra
l’altro, la zona in cui sorge il complesso abitativo è
storicamente ricca di testimonianze architettoniche in terra.

In questo insieme sorgono due edifici particolarmente interessanti,
si tratta degli edifici dell’isolato F. Questo è forse il
gruppo di edifici più fotografato dell’intero complesso
(comunque di dimensioni piuttosto ridotte).
Si tratta di 4 abitazioni suddivise in due corpi separati da un
cortile e distribuiti su tre piani. Il tutto costruito in
pisé.
Il progetto è stato curato dagli architetti Jours &
Perraudin di Lyone.

Le quattro abitazioni, ognuna larga 4 metri e profonda circa 10,
sono separate dall’ambiente esterno (piuttosto piovoso e freddo) da
muri di terra dello spessore di 50 cm.
Nel pian terreno trovano posto il garage e la cantina, mentre nel
primo, da cui si accede attraverso una scaletta esterna, si trovano
la cucina, il soggiorno e la sala da pranzo. Nel secondo piano sono
ubicati il bagno e le due camere da letto.

Oltre a essere un bel esemplare di architettura contemporanea in
terra, questo edificio è stato progettato per offrire un
ottimo livello di confort termico. Tale obbiettivo è stato
raggiunto sia grazie alla distribuzione interna degli spazi e alla
loro esposizione (nord-ovest, sud-est), sia alla notevole inerzia
termica dei muri in pisé.
I muri di pisé sono stati lasciati a vista e oggi, dopo
diciotto anni, sono in perfetto stato di conservazione come
dimostrano le immagini.

Benito De Sensi
www.terracruda.com

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