Le fabbriche della felicità

Piacenza, dal 6 al 28 ottobre

Il valore della felicità. Questo è il leit motiv
di una serie di eventi iscritti nel Forum ?le fabbriche della
felicità?, in questi giorni a Piacenza.

“Il valore economico della felicità”, “La felicità
del bambino” sono solo alcuni dei temi esplorati dagli incontri,
tutti di alto valore informativo e con ospiti e relatori di spicco.
Persone che hanno fatto del sorriso il veicolo della crescita, come
Patch Adams e Mario Lodi; Maurizio Davolio e Fulvio Scaparro;
Riccardo Bonacina e Daniele Novara, e docenti e ricercatori ognuno
dei quali impegnato a illuminare un particolare aspetto della
felicità, della sua importanza e del suo valore (anche
economico!) nella società oggi.

Il tema della Felicità ha di buono che
è intuitivo e immediato: tutti sappiamo istantaneamente, fin
da bambini, di quale sensazione (o emozione?) stiamo parlando
quando proviamo quel senso di benessere, appagamento, anche di
allegria pervasiva e serena, che associamo al termine
Felicità.

Ma appena cerchiamo di concettualizzarla, l?idea di
Felicità assume un?incredibile complessità: essa ha
forme diverse a seconda della prospettiva epistemologica e
scientifica da cui la si guarda, dal tempo e dall?età dai
quali si cerca di descriverla, dai modelli culturali e politici che
la definiscono.

Un sociologo, un genitore, un filosofo o un poeta
usano la stessa identica parola per dire cose differenti,
?studiano? e cercano i modi più efficaci di perseguire la
propria ed altrui felicità partendo da punti di vista
differenti, ma tutti congrui.

In questo contesto di complessità, l?unica
cosa sicura è che c?è chi di mestiere si occupa della
felicità degli altri:

? I politici e gli amministratori pubblici perseguono
il bene pubblico, che significa cercare di soddisfare i bisogni del
pubblico, ovvero -in democrazia- far felice almeno la maggioranza
dei cittadini elettori, magari scontentandone altri
? Gli educatori, i maestri, gli insegnanti e i genitori cercano di
far apprendere ai bambini ed ai giovani come realizzare le proprie
potenzialità e farsi meno male possibile nel duro mondo
là fuori
? Psicologi, sociologi, studiosi delle scienze umane e i mediatori
sociali in genere si danno da fare per fornire ad individui e
comunità le istruzioni per non rendersi infelici
? I servizi sociali e sanitari, le imprese private che si occupano
di servizi alla persona si danno lo scopo di mantenere il
più alto possibile il benessere delle persone loro affidate,
di proteggerle dalla sofferenza e dal dolore
? E così chi lavora nelle attività del tempo libero,
nel turismo, nell?arte e nelle attività culturali, o anche
nell?ambito della sicurezza e della prevenzione, non ha lo scopo in
fin dei conti di cercare di garantire che le persone stiano bene,
siano felici?
Tutte queste persone sono i fabbricanti della concreta
felicità della comunità e le aziende ed istituzioni
dove essi lavorano sono le Fabbriche della Felicità.

Quello che Piacenza vuole offrire loro con le
Fabbriche della Felicità è un Forum nazionale, uno
spazio aperto di confronto e sperimentazione, di esplorazione di
percorsi, dentro una logica che non può che essere quella
della contaminazione di saperi, della connessione di letture
diverse, della rete costituita da nodi molto differenti fra loro,
per un arricchimento reciproco.

Quando sarà a regime il forum nazionale
darà il punto di partenza per esplorare un tema annuale
legato concettualmente al perseguimento della Felicità, del
benessere e dell?agio, che rimarrà aperto e verrà
sperimentato in un laboratorio permanente i cui risultati pratici
verranno sottoposti a verifica nelle successive edizioni.

Le fabbriche della felicità
Forum Nazionale per la promozione del benessere nell?educazione,
nella salute, nei servizi, nell?economia e nella
comunità
Piacenza
dal 6 al 28 ottobre 2006

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