Le fiabe, una via al cambiamento

Come un’elisir naturale, l’insegnamento delle fiabe nutre d’infinito, fa credere nel sogno e nel miracolo, apre il cuore chiuso dai condizionamenti mentali, ispira la creatività.

Vi è capitato di incontrare momenti magici, nei quali le
circostanze parevano coalizzarsi, affinché il vostro
progetto andasse a buon fine? Le ispirazioni si susseguivano, le
coincidenze si verificavano. La realtà era elastica e
modificabile, quando fino a poco prima ci sembrava senza via
d’uscita.
Questi particolari momenti possono diventare un modo di vivere
quotidiano, quando impariamo a camminare ispirati dalla
Fecondità, dal Tutto-possibile, dove si trovano già
le risposte alle nostre domande.

Di solito non le vediamo perché l’intelletto non concepisce
“in volume”. Le fiabe ci insegnano a rimettere la nostra domanda
nel volume infinito della Fecondità, dove siamo perennemente
immersi. In tal modo non vedremo più solo la tesi e
l’antitesi del nostro problema, nello spazio privo di prospettive
in cui ci eravamo dibattuti fino a quel momento. Facendo leva su
una qualità infinita, riceveremo una risposta ispirata,
proveniente da un mondo “altro”. E la riceveremo subito: in sogno,
da un articolo sul giornale, da uno sconosciuto incontrato per
strada, da una canzone o un cartellone pubblicitario.

Perché? Alla radice infinita della qualità,
l’infinito dei possibili ha risposto attraverso un’intuizione. Da
un’ispirazione all’altra, ci guida verso la piena espressione di
quella radice. La Vita risponde alla Vita che chiama in noi. La
Vita chiama la Vita che abita in noi.

Le fiabe non servono per addormentare i bambini, ma per risvegliare
le coscienza dell’uomo.

Questi messaggi del mondo infinito sono apparentemente
insignificanti o senza senso. Un gatto che chiede un paio di
stivali, un corvo che dice di essere una principessa da liberare
dall’incantesimo, un asino che vuole far parte di una banda
musicale…

Le fiabe rappresentano una reale scorciatoia per il cambiamento,
perché ci collegano attraverso l’ispirazione all’Infinito
dei Possibili, non ad un processo mentale egoico. Ci accompagnano
con delicatezza a non giudicare, usando simboli e metafore,
incontro agli orchi e streghe che condizionano la nostra percezione
della realtà. Rinforzano il cuore affranto dalle condizioni
avverse e ci insegnano a comprendere la vera natura del polo
negativo: è una funzione necessaria per dargli
“sostanza”.

Le fiabe favoriscono l’apertura del cuore, ci accompagnano a
concepire ancora il sogno, ci aiutano a realizzarlo. Come una
medicina naturale, attraverso esercizi quotidiani ci fanno
concepire il miracolo come unica modalità possibile per
realizzare il nostro modello di compimento, scheggia d’infinito
depositata in noi. I nostri mezzi sono sempre insufficienti, come
per gli eroi delle fiabe, in quanto concepiti dal mentale
condizionato.
Solo il contatto con la radice infinita delle nostre qualità
ci fa uscire da questa visione ristretta della Vita, e ci fa
desiderare di impegnarci senza ritorno per esprimere l’abbondanza
dei doni depositati in ciascuno.

Piera
Giacconi

insegnante metodo Dabailleul

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