Le nuove norme ISO 14064: un nuovo standard sui “gas a effetto serra”

L’International Organization for Standardization (ISO) ha evidenziato la necessità di uno standard internazionale di riferimento per contabilizzare i gas serra.

I
cambiamenti climatici
e i loro effetti sono, anche se
un po’ in ritardo, diventati oggetti di studio da parte di tutte le

organizzazioni
, sia pubbliche che private. Fino ad
oggi abbiamo infatti:

  • la UNFCCC, in ambito ONU, identifica il
    fenomeno ed i mezzi per ridurre l’effetto serra;
  • nel 1997 nasce il
    protocollo di Kyoto
    ;
  • con la Direttiva Europea 2003/87, la
    comunità europea si mobilita attraverso la Politica Europea
    per un concreto impegno;
  • in Italia la legge di recepimento è la
    n° 316 del 30/12/2004
  • il 16/02/2005 a livello mondiale viene fatta
    una ratifica del protocollo di Kyoto
  • nel luglio 2005 al G8, vengono ribaditi questi
    concetti;
  • nel marzo 2005, viene redatto in Italia il
    primo PNA, (Piano Nazionale Ambiente)
  • la Comunità Europea emette la linea
    guida C130 sul GHG, greenhous gas, i gas a effetto
    serra.

Tutto il mondo si sta muovendo; è quindi necessario
identificare uno standard internazionale di riferimento sul quale
le aziende e le associazioni governative contabilizzino e
verifichino il GHG.

Le società e le iniziative volontarie utilizzano, in
questo momento, un certo numero di metodi diversi per rappresentare
le emissioni e le rimozioni dei gas serra. Come ad esempio il
commercio d’emissioni o emission trading. Si tratta di uno
strumento che ha stabilito di ridurre la presenza dei gas serra
nell’atmosfera, in particolare di CO2. Due sono le strategie da
attuare: diminuire le emissioni e aumentare la superficie forestale
(depositi) che assorbe C02. In un anno, un bosco di mille ettari
assorbe le emissioni di CO2 di diecimila automobili. Secondo Kyoto,
l’utilizzo di depositi agro-forestali è rilevante nel breve
periodo, in quanto la riforestazione e la nuova gestione agricola
sono processi veloci e a basso costo rispetto alla riconversione
dei sistemi industriali.

Ma i depositi, da soli, non bastano. Il bilancio mondiale di CO2
registra emissioni pari a 6,5 miliardi di tonnellate l’anno, mentre
l’assorbimento della vegetazione è di 3,2 miliardi di
tonnellate. La CO2 nell’atmosfera aumenta, circa di 3,3 miliardi di
tonnellate ogni anno. Il protocollo sfrutta il concetto di bilancio
del carbonio (tra emissioni e depositi) per coinvolgere quanti
più paesi possibile e offre la possibilità di
utilizzare “crediti di carbonio”. La riduzione d’emissioni di gas
serra o l’aumento di depositi agro-forestali si quantifica
attraverso questi crediti, che sono unità di misura della
riduzione e dell’avvicinamento agli obiettivi fissati.

Gli stati industrializzati possono finanziare progetti di
riduzione delle emissioni in altri paesi beneficiando della quota
di riduzione (crediti) prodotta. I crediti di carbonio, come una
qualsiasi merce possono essere commerciati tra i paesi stessi,
affinché nei prossimi anni si raggiungano i limiti di Kyoto
(5,2% di emissioni di gas serra). E sono diverse le società
private attive nel campo dell’emissions trading che
commercializzano crediti all’interno di ciascun paese.

L’International Organization for Standardization (ISO) ha
evidenziato, a metà degli anni 2002, la necessità di
standardizzare gli aspetti della contabilità e della
verifica dei processi di GHG per sostenere: la credibilità,
la comparabilità, l’integrità ambientale di esistenti
ed emergenti schemi regolatori (internazionale e regionale,
nazionale) e volontari di GHG.

Il metodo oggi giorno il protocollo più ampiamente usato
per preparare gli inventari corporativi di GHG è il
protocollo dei gas serra: Corporate Accounting & Reporting
Standard (protocollo di GHG), il quale si è sviluppato sotto
gli auspici dell’istituto delle risorse del mondo (WRI) e del
Consiglio d’affari del mondo per sviluppo sostenibile (WBCSD).

L’obiettivo dell’ISO nello sviluppo degli standard per la
contabilità e la verifica di GHG è di fornire un
insieme dei requisiti inequivocabili e verificabili o specifiche di
sostegno alle organizzazioni e ai proponenti di progetti di GHG
proponendo un metodo di quantificazione, di controllo e di verifica
che accerta che “una tonnellata di carbonio sia sempre una
tonnellata di carbonio”.

Le norme ISO possono anche permettere agli amministratori degli
schemi di GHG di realizzare sistemi usando “i blocchetti di
costruzione” standardizzati, sostenendo la compatibilità e
comparabilità delle regole e la credibilità dei
quantificatori di GHG. L’ISO 14064 è oggetto d’interesse
degli amministratori degli schemi di GHG, alle organizzazioni, ai
proponenti dei progetti, ai validatori/verificatori, alle
organizzazioni non governative ambientali etc. Si spera che lo
standard:

  • aumenti l’integrità ambientale
    promuovendo la consistenza, la trasparenza e la credibilità
    nella quantificazione di GHG, nel controllo, nella segnalazione e
    nella verifica;
  • permetta alle organizzazioni di identificare e
    controllare gli attivi GHG, i passivi dell’impresa ed i rischi con
    lo sviluppo ed il mantenimento sistematico degli inventari di
    GHG;
  • faciliti il commercio dei permessi o degli
    accreditamenti di GHG;
  • sostenga lo sviluppo e l’implementazione di
    paragonabili e costanti schemi o dei programmi di GHG.

Nel campo ambientale il comitato tecnico di riferimento è
il 207 (TC207), responsabile, inoltre, della pubblicazione della
famiglia delle norme ISO 14000. Il gruppo di lavoro 5 dell’ISO
è dedicato ai cambiamenti climatici. Il gruppo di lavoro 5
mira ad allineare nei contenuti le 14064 ed il protocollo di GHG
con inoltre i requisiti del protocollo di Kyoto.

La norma ISO 14064 è composta da tre parti.

Parte 1: “GHS Specification with guidance at the
organization level for quantification and reporting of greenhouse
gas emissions and removals”. Quantificazione e reporting delle
emissioni di GHG e le rimozioni attuate dalle organizzazioni. La
parte 1 dell’ISO 14064, specifica i requisiti verificabili delle
organizzazioni per progettare, sviluppare, effettuare e segnalare
in mmerito agli inventari di GHG, questa servirà alle
organizzazioni che partecipano alle registrazioni volontarie e non,
di progetti, programmi o schemi di GHG.

Parte 2: “Specification with guidance at the project
level for quantification, monitorino and reporting of greenhouse
gas emission reductions or removal enhancements”. Quantificazione,
monitoraggio e reporting dei miglioramenti nelle riduzioni e nelle
rimozioni di emissioni derivanti da progetti. La parte 2 dell’ ISO
14064, specifica i requisiti verificabili, per i proponenti dei
progetti di GHG, nella progettazione, controllo, misure e report
sui progetti, comprese le riduzioni dell’emissione gas serra, essa
servirà alle organizzazioni che partecipano ai programmi
volontari o agli schemi di accreditamento volontari e o
amministratori che progettano tali programmi o schemi di GHG.

Parte 3: “Specification with guidance for the
validation and verification of greenhouse gas assertions.”
Validazione e verification delle affermazioni relative ai
greenhouse gases. La parte 3 dell’ISO 14064, specifica i requisiti
verificabili dei validatori/verificatori nel fornire
l’assicurazione contro i reclami di GHG alle organizzazioni (per
esempio, parte 1 della 14064) o i progetti (per esempio, parte 2
della 14064). Gli obiettivi standard della parte 3 devono essere
applicabili a tutto lo schema di GHG e serviranno ai valutatori e
amministratori degli schemi di GHG.

Attualmente la norma è in stato FDIS, del 12/08/2008, e
si prevede la pubblicazione per la metà del 2006. L’ISO non
s’illude che la norma 14064 possa rappresentare “una soluzione
totale” alla contabilità e la verifica di GHG, ma di sicuro
rappresenterà “un primo importante tassello o blocchetto di
costruzione” alle organizzazioni o ai proponenti dei progetti che
partecipano alle varie iniziative volontarie e non, ed ai
responsabili della progettazione, dei programmi e degli schemi di
GHG.
Stefano
Gorla

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