Le origini dell’osteopatia

L’osteopatia è una forma di trattamento generale e non puramente ortopedico, come potrebbe far supporre il suo nome, coniato nel 1874

L’osteopatia studia a fondo l’anatomia umana, l’esatto rapporto tra struttura, organi e funzioni, per ristabilire, quando compromessi, i rapporti articolari corretti tra le strutture. Il concetto di articolazione non è solo quello tra due capi ossei ma è stato esteso a tutti i tessuti del corpo, come per esempio l’articolazione tra il muscolo e la fascia in cui è inserito, tra il rene ed il muscolo Psoas, tra il fegato ed il diaframma, tra l’utero e la vescica, ecc. Ogni contiguità è un’articolazione.

Il danno provocato a una di queste articolazioni, ad esempio per uno shock fisico (micro o macrotraumatismo), per una malattia (recente o vecchia), per un’operazione chirurgica, può causare una cattiva funzionalità dei componenti di tale articolazione o dei tessuti che da essa dipendono.

L’osteopatia è una forma di trattamento generale e non puramente ortopedico, come potrebbe far supporre il suo nome, coniato nel 1874 negli Stati Uniti dal dottor Andrew Taylor Still. Era un medico di campagna, ma anche pastore protestante, agricoltore, dotato di un incrollabile fede, che gli permise di non arrendersi dopo la morte di tre dei suoi figli avvenuta in seguito a una epidemia di meningite e di cercare metodi più efficaci di quelli che proponeva la medicina tradizionale di allora.

Il punto di svolta nella sua professione accadde quando si trovò a curare un bambino affetto da una grave forma di dissenteria. Riscontrò una differenza di temperatura molto marcata tra il ventre e la schiena del suo piccolo paziente. Attraverso delicate manipolazioni riuscì a riequilibrare non solo la temperatura corporea ma anche il suo stato generale di salute, ponendo le basi per una ricerca che ha portato successivamente alla formulazione dell’osteopatia.

Claudio Giaminardi
Osteopata, membro del Registro degli Osteopati d’Italia

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