Le scelte per cambiare

Parliamo con Marco Roveda, il fondatore di LifeGate, delle sue scelte di consumo e di vita. Per cominciare a cambiare basta cominciare dalle piccole cose.

Web, Internet, radio… Non ti stai staccando troppo dal mondo
dell’agricoltura biologica, dalle tue radici?

Sono in contatto con le essenze della terra. In modo diverso.
Faccio di continuo scelte in armonia con il mio amore per la
natura: scelgo i collaboratori guardandoli negli occhi, i partner
di LifeGate, i brani musicali… E continuo a fare, giorno per
giorno, scelte concrete.
L’odore dei fiori, l’aria “di fattoria” non mi mancano: abito
tuttora con la mia famiglia nella tenuta della prima, originale
Fattoria Scaldasole. Non potremmo farne a meno. Dalla fine degli
anni ’70 viviamo in contatto con gli animali, nel verde dei nostri
campi. È un rapporto di viscere, profondo, di cuore, di
testa.

Quindi il biologico è ancora parte integrante della tua
vita?

Il biologico è la mia scelta di vita. Il prodotto biologico
non esprime solo “qualità”, non è un “surplus”, non
serve solo a vivere qualche anno di più.
La scelta bio è il primo passo per vivere inseriti
nell’ecosistema, non alle sue spalle, e fare bio deve servire per
diffondere una coscienza ecologica.
Ci sono aziende che si avvicinano all’agricoltura biologica per
business. Personalmente non ne sono dispiaciuto. Certo, qualcuno lo
fa per amore, qualcuno per soldi. Ma tutti contribuiscono alla
diffusione di prodotti bio. E di coscienza ecologica.
Fai una scelta per l’ambiente, per l’etica del lavoro, per il
benessere degli animali. Il consumatore bio è una persona
consapevole. Poi, se scegli le cose buone, se le fai bene, se ci
credi, arrivano le ricompense.

Bio: integrali, o integralisti?
Chi fa una scelta, una scelta di vita, e si tuffa nel mondo della
coscienza, si tuffa in un mondo difficile, e può rischiare
di cadere male. Rischia di diventare intransigente. Oppure rischia
di scoraggiarsi e dire “tanto l’aria è inquinata, possiamo
mangiare qualsiasi schifezza”. Ma fumare due sigarette al giorno
invece di un pacchetto fa differenza. Usare veramente prodotti bio
invece di quelli convenzionali fa differenza…
Per entrare nel mondo della coscienza non dobbiamo ricadere
però nell’opposto, nel fondamentalismo. Nell’intransigenza
di chi, per un credo assoluto, si isola, rinunciando così al
piacere di stare con gli altri.
La scelta deve essere serena, armonica, da vivere tranquillamente.
Non deve essere un limite.
Non puoi rovinarti la vita nel tentativo di non rovinartela.
Così come una persona educata e sicura della sua educazione
ha un comportamento disinvolto in ogni situazione e l’insicuro
è rigido e impacciato, chi è davvero consapevole si
muove con naturalezza nel mondo intorno a sé, che gli
appartiene.
Solo se sei padrone delle tue scelte, salde e radicate, puoi osare.
Quando conosciamo bene una cosa, più siamo forti, più
possiamo avvicinarci al limite.

Paola
Magni
e Stefano
Carnazzi

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