Legge sulla caccia. La “lista degli orrori” Lipu

Ecco un riassunto chiaro – a cura della Lipu – di cosa potrebbe succedere sulla scena dei boschi italiani secondo il progetto di legge approvato in Senato e gli altri progetti che ora passeranno al vaglio della Camera dei Deputati.

“Animali usati come zimbelli, caccia nei parchi, riduzione delle
aree protette, abbattimenti di orsi, lupi, cani e gatti vaganti e
tante altre nefandezze” precisa la nota Lipu. “La legge 157/1992,
l’unica legge che tutela direttamente la fauna selvatica nel nostro
Paese, sta per essere fatta a pezzi”. Ecco la lista degli
“orrori”.

Scompare la definizione di specie
superprotette.
Animali come il lupo, l’orso, le aquile,
i fenicotteri, i cigni, le cicogne e tanti altri, in Italia non
godranno più delle particolari protezioni previste dalla
normativa comunitaria e internazionale.

Leggi regionali per cacciare specie non
cacciabili.
Non sono bastate quattro procedure di
infrazione dell’Unione europea, non sono bastate due sentenze della
Corte Costituzionale. Si regalerà a Veneto e Lombardia,
ovvero agli ultrà della caccia, la possibilità di
continuare a cacciare specie non cacciabili, e di farlo con leggi
regionali. E le multe europee le pagheremo noi.

Caccia con neve e ghiaccio.
Si potrà
cacciare anche in presenza di neve e ghiaccio, cioè in
momenti di grandi difficoltà per gli animali a reperire
cibo, rifugio, calore.

Licenza di caccia a 16 anni.
Invece che
educare i ragazzi al rispetto, ecco a voi i fucili.

Liberalizzato lo sterminio di lupi, orsi, cervi, cani e
gatti vaganti.
Un articolo incredibile, che dà a
i sindaci poteri di autorizzare interventi di abbattimenti e
eradicazione degli animali, in barba alle più elementari
norme europee. Basterà che un singolo animale “dia
fastidio”. Un vero e proprio Far West naturalistico.

Ridotta la vigilanza venatoria.
Le guardie
ecologiche e zoofile non potranno più svolgere vigilanza!
Nel Paese con il tasso di bracconaggio tra i più alti
d’Europa, si riduce la vigilanza.

Ritorno all’utilizzo degli uccelli come
zimbelli.
Le civette legate per zampe e ali e
utilizzate come esca.

Saranno punite le regioni che proteggono oltre il 30%
del territorio regionale.
Norma offensiva – chi
protegge “troppa” natura sarà punito. Come se creare parchi
dove la gente e gli animali possano vivere e muoversi sereni, fosse
un reato.

Si apre la caccia lungo le rotte di
migrazione.
Un fatto che arrecherà grande
disturbo e incentiverà il bracconaggio, in aree molto
importanti per il delicatissimo viaggio e la sosta degli uccelli
migratori.

Totale liberalizzazione dei richiami vivi.
I
richiami vivi sono gli uccelli tenuti “prigionieri” in piccolissime
gabbie per attirarne altri. Già oggi questa pessima pratica
è consentita, seppure con limitazioni. Ma si vorrebbe
liberalizzare totalmente: sarà possibile detenerne e
utilizzarne un numero illimitato. Spariranno gli anelli di
riconoscimento per i richiami vivi. Sarà sufficiente un
certificato. Tutte le specie di uccelli, cacciabili o non
cacciabili, potranno essere usate come richiami vivi. Anche le
peppole, i fringuelli, i pettirossi?

700 mila imbalsamatori.
I cacciatori
diventeranno automaticamente tassidermisti, senza dover rispettare
alcuna procedura. Animali uccisi e imbalsamati senza regole. Quanti
bracconieri entreranno in azione per catturare illegalmente animali
selvatici e imbalsamarli?

Mortificata la ricerca
scientifica.
L’Autorità scientifica di
riferimento per lo Stato (l’Istituto Nazionale per la Fauna
Selvatica, oggi ISPRA) rischia di essere completamente sostituta da
istituti regionali. Gli istituti regionali rilasceranno pareri su
materie di rilevanza nazionale e comunitaria. Potenziale
impossibilità di effettuare studi, ricerche e individuazione
di standard uniformi sul territorio nazionale.

Si apre la caccia nei parchi a specie non
cacciabili.
Un’incredibile formulazione del testo
potrebbe rendere possibile la caccia in deroga (cioè la
caccia alle specie non cacciabili) addirittura nei Parchi e nelle
altre aree protette! Sparisce l’interesse della comunità
nazionale e internazionale per la tutela della fauna. L’Italia ha
un patrimonio indisponibile, che è quello degli animali
selvatici, alla cui tutela non è più interessato!

Cancellata la Protezione Animali.
Le associazioni ambientaliste presenti nell’attuale Comitato sulla
157 saranno ridotte da quattro a tre. L’ENPA, storica associazione
animalista italiana, viene del tutto estromessa.

A cura di
Lipu – Lega Italiana Protezione Uccelli

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