Leggi ambientali in pericolo

Il governo richiede al parlamento una delega per mettere mano alla legislazione ambientale ed emanare un Testo unico sull’ambiente. Ecco i punti principali e i rischi di questa legge delega.

E’ passata in Parlamento poche settimane fa una delega al
governo per la modifica di molte delle leggi varate negli ultimi
anni e decenni per la tutela ambientale. La legge delega è
attualmente al Senato in attesa di approvazione. Se passa, si crea
una situazione che mette a serio repentaglio la politica ambientale
italiana degli ultimi decenni, aprendo le porte a forme legalizzate
di sfruttamento e danneggiamento del patrimonio paesaggistico,
faunistico e ambientale del nostro paese, con rischi anche per la
salute dei cittadini.

Pur se con la migliore delle intenzioni, dietro l’obiettivo
dichiarato di semplificare, questa legge delega ottiene, di fatto,
il risultato di “liberare” il mercato da efficaci strumenti di
tutela e vincoli per l’ambiente. Peraltro in contrasto con precise
direttive europee.

Tutto questo in un momento in cui i reati ambientali sono in
aumento e la capacità di controllo della Pubblica
amministrazione è già limitata. La durata della
delega copre praticamente il resto della legislatura. Un lasso di
tempo sufficiente per modificare molte cose.

L’aspetto più critico del disegno di legge è
l’introduzione nel testo, durante il dibattito alla Camera, di
un’intera parte contenente disposizioni che modificano norme
vigenti sulla concessione o autorizzazione edilizia, sulla gestione
dei rifiuti e sulla sanatoria di opere abusive. Modifiche su cui
pesano dubbi di incostituzionalità, in quanto contraddicono
principi ribaditi dalla Corte Costituzionale o dalla Corte Europea
di Giustizia.

Vediamo in dettaglio i punti più salienti della legge
delega…

… Vediamo in dettaglio i punti più salienti della legge
delega:

  • Depenalizzare i
    reati ambientali
    (a cura di S.
    Perdichizzi)

    Un approccio in controtendenza rispetto le attuali necessità
    del Paese e alla legislazione dell’Unione europea.
     
  • Basta
    pagare
    (a cura di S.
    Perdichizzi)

    I reati relativi ai beni paesaggistici e ambientali potranno essere
    sanati con il solo pagamento di una multa.
     
  • La truffa dei
    rifiuti
    (a cura di R.
    Imwinkelried)

    La recente ridefinizione di “rifiuto” e l’abusata etichetta di
    “riciclabile” rischiano di falsare completamente la realtà e
    la gestione dei materiali di scarto.
     
  • Quale destino
    attende i parchi italiani?
    (a
    cura di A. Gariboldi)

    Il 2003 sarà un anno importante per i parchi italiani:
    terminata l’importante fase di istituzione di un adeguato numero di
    aree protette, è giunto il momento di capire se esse
    potranno davvero funzionare come un vera rete per la protezione
    della natura.
     
  • L’indecente
    proposta della nuova legge sulla caccia
    (a cura di A. Gariboldi)
    La questione venatoria riassume molte delle contraddizioni che oggi
    investono la “devolution” sulle tematiche ambientali. Con il
    rischio concreto di stravolgere alcune delle principali regole su
    cui si basa la tutela della biodiversità nel nostro
    Paese.
  • La caccia nei
    Parchi
    (a cura di A.
    Gariboldi)

    L’assedio agli ultimi baluardi dove la fauna selvatica è
    ancora realmente protetta è già cominciato e si sta
    facendo sempre più pressante.
     
  • L’anacronismo del
    federalismo ecologico
    (a cura di
    A. Gariboldi)

    La frammentazione delle competenze sull’ambiente a livelli sempre
    più decentrati e a piccole realtà geografiche
    rischiano di compromettere la reale efficienza nella gestione di
    tematiche che invece sembrano richiedere un approccio sistemico e
    globale.

Giorgio Tacconi

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