LifeGate racconta “Tuttaunaltracosa”

“Tuttaunaltracosa”, un appuntamento divenuto ormai consuetudine per le oltre 300 Botteghe del Mondo, che dalla Sicilia alla Val d’Aosta si ritrovano insieme.

Per esporre prodotti, raccontare progetti, storie di cooperazione e
di amicizia tra i produttori del Sud e i consumatori del Nord del
mondo.

La cornice del bel giardino del Centro Missionario Pime, che ha
accolto quest’anno il colorato popolo del commercio equo, e
l’allestimento con grandi ombrelloni in tela dal Madagascar, hanno
da subito dato alla fiera l’aspetto di una festa, ravvivato poi
dalla grande affluenza di visitatori (gli organizzatori parlano di
50.000), dai concerti, dagli spettacoli e dal clima intenso e
allegro che neanche l’acquazzone di sabato sera ha saputo
incrinare.

Girando per gli stand si aveva uno spaccato della vitalità e
della ricchezza del commercio equo oggi in Italia: ogni bottega
presentava un progetto specifico, un gruppo di produttori con cui
si è instaurato un rapporto di cooperazione e i prodotti che
da quel progetto scaturiscono. Il percorso guidava il visitatore
attraverso le varie famiglie merceologiche, dalla casa,
all’abbigliamento, ai prodotti alimentari, ai giochi, gli strumenti
musicali… Prodotti di alta qualità, che a hanno da
invidiare a quelli che l’attuale moda dell’etnico ci propone ormai
insistentemente.

La presenza di visitatori d’eccezione, come Moni Ovadia, ha poi
sottolineato la rilevanza che l’esperienza del commercio equo e
solidale sta assumendo in questi ultimi anni.

Infine una critica: rimane un po’ il rammarico di aver allestito la
fiera “Tuttaunaltracosa” in un luogo troppo connotato e per addetti
ai lavori: il commercio equo italiano ha ormai tutte le carte in
regola per presentarsi al grande pubblico e meriterebbe senz’altro
maggiore attenzione e visibilità.

Giovanna
Salvini

Articoli correlati
Il Salone del buono, pulito e g(i)usto

Al Salone del Gusto 2010 centinaia di stand con migliaia di ospiti di Slow Food e di prelibatezze invitano a pensare ai valori della tradizione.