Lo Straniero: il confronto con un mondo diverso dal nostro

Esplorare l’universo dello Straniero significa mettere in discussione il proprio. L’incontro è uno scontro per l’impossibilità di conciliarsi

Ogni nuovo incontro è di per sé “traumatico” perché ci obbliga a confrontarci con ciò che non conosciamo ed incarna una minaccia alle nostre sicurezze e consuetudini. Straniero , cioè l’Altro per antonomasia, mette in discussione i fondamenti della nostra identità.

Concetti come “malattia”, “salute”, “giusto” o “ingiusto”, sono nozioni culturalmente costruite e condivise ed è proprio questo tacito consenso sul significato delle cose che costituisce il senso implicito del “Noi” cui sentiamo di appartenere e che ci differenzia dallo Straniero. Il rischio di dare per scontato che il nostro sapere e il nostro sentire siano universalmente condivisi è, tuttavia, molto grande e, nell’incontro con l’Altro, tale certezza viene spesso messa in crisi.

Esplorare l’universo dei significati dello Straniero significa, infatti, mettere in discussione il proprio e, talvolta, l’incontro diviene vero e proprio scontro per l’impossibilità di conciliare le diverse visioni. Se pensiamo, ad esempio, a pratiche quali l’adozione di divieti alimentari, l’uso del velo integrale o a quelle ancora più estreme come l’infibulazione, risulta evidente quanto lo Straniero sia portatore di modelli morali, estetici e di pensiero, in netto conflitto con i nostri e pertanto difficilmente accettabili.

La soluzione non è facile né tanto meno a portata di mano. Di certo non risiede nel rifiuto acritico dell’incontro, né nella supremazia del modello culturale ritenuto “giusto” su quello “sbagliato”. Attraverso questi “segni”, infatti, lo Straniero intrattiene un rapporto di appartenenza con le proprie origini attorno alle quali ciascun essere umano struttura il proprio senso di “identità” e di cui non può essere violentemente privato.

In quest’epoca così densa di “passaggi”, di confini superati e ridisegnati, è necessario affrontare la questione della pretesa centralità culturale del mondo Occidentale attraverso un vero dialogo tra culture. E’ necessario pertanto trovare “insieme” una modalità di confronto che trascenda quella abitualmente utilizzata. Ma questo lavoro implica uno sforzo che non è puramente linguistico e che dovrà prendere vita attraverso un processo di arricchimento dei nostri modelli interpretativi, dei nostri usi e costumi per “com-prendere”, nel senso etimologico della parola, il mondo dell’Altro, rendendo contemporaneamente il nostro “comprensibile” allo Straniero.

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