Come scoprire lo straordinario nell’ordinario

Un rapporto di più profonda intimità con l’ambiente è possibile quando ci si predispone con un atteggiamento di maggior apertura verso lo straordinario

Una bella scampagnata con pic nic, una gita in montagna in allegra compagnia, una passeggiata per raccogliere funghi sono sicuramente momenti di immersione nella natura che ristorano e rilassano. Ma non permettono sempre una più completa ricarica, perché le chiacchiere o la finalizzazione dell’uscita a un obiettivo specifico – raccolta di funghi, uccelli, fiori, ecc. – mantengono ancora la coscienza saldamente ancorata alla dimensione quotidiana e alla percezione ordinaria della realtà.

Un rapporto di più profonda intimità e contatto con l’ambiente naturale è possibile quando ci si predispone con un atteggiamento di maggior apertura e soprattutto ascolto. Attraverso piccoli esercizi di raccoglimento, di attenzione interna ed esterna, di interruzione dei circuiti convenzionali del pensiero e dell’azione ci si può “sintonizzare su una frequenza d’onda più sottile”, la stessa in cui si esprimono sia il mondo naturale e che la nostra natura interiore. Entrambe utilizzano un linguaggio sensoriale, non verbale, che, una volta esercitato, mette in comunicazione con altezze e profondità – esterne e interne – permettendo di cogliere lo straordinario di cui è intessuto tutto ciò che superficialmente consideriamo ordinario.

La sezione di un kiwi o di una zucchina, l’attento lavoro di un ape sul fiore, il paziente procedere di un millepiedi su un ramo, il solco sulla corteccia di un castagno, la forma cangiante di una nube nel cielo, il riflesso del sole sulle gocce di rugiada… si rivelano scenari incantati che possono permettere di vivere emozioni profonde di bellezza e riverenza nei confronti della vita se solo si avranno saputo “accordare” bene gli strumenti con cui cogliere il mondo naturale in tutto il suo fascino.

 

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