Lo strato di ozono? Pi

Una notizia clamorosa smentisce una verit

E’ allarme tra gli scienziati che credevano che lo
strato di ozono
stesse riformandosi.
Secondo i nuovi rilevamenti della Cambridge University l’ozono
sull’Artico non è mai stato così sottile.

Fino al 50% del prezioso strato protettivo ad alta quota
è distrutto. A causa del cambiamento del clima. Non
più solo, e non tanto, per la
bomboletta spray

E’ dall’inverno ’99-2000 che gli scienziati avevano cominciato a
sperare che il “buco dell’ozono” stesse
ricucendosi
, data la
messa al bando dei CFC
e dei composti dannosi. Be’,
non avevano pensato al
riscaldamento globale
. Alle nuvole.

Sembra che ad aver causato quest’ulteriore erosione dell’ozono
sia stato l’aumento di nubi a livello stratosferico, a 20
chilometri d’altezza. Nuvole che, nel mezzo dello strato d’ozono,
interferiscono con i processi chimico-fisici della sua formazione,
e anzi accelerano la nascita di composti che disgregano l’ozono
(O3). Quest’anno, per tre mesi dalla fine di novembre, ci sono
state più nuvole, che hanno stazionato lì per
più lunghi periodi, rispetto a quanto mai segnato sulle
registrazioni meteorologiche. Nuvole più persistenti che si
formano e “ristagnano” a causa del
riscaldamento globale
.

Un effetto collaterale, non previsto, del
cambiamento climatico
.

Al meeting della Geophysical Union, a Vienna, ieri, 26 aprile,
tappa di un progetto europeo coordinato dalla Cambridge University
per studiare il livello d’ozono e i cambiamenti climatici, il
professor John Pyle del Centre for Atmospheric Sciences di
Cambridge ha dichiarato: “Questi sono i più bassi livelli di
ozono mai riscontrati da quando abbiamo cominciato a monitorarli,
40 anni fa. Pensavamo che le cose avrebbero cominciato ad andare
meglio tagliando i CFC e gli altri composti nocivi con il
Protocollo di Montreal
. Ma questo non è
accaduto” ha riportato “The Guardian”.

La relazione tra il decadimento dell’ozono e i cambiamenti
climatici è così complessa che l’Unione europea ha
investito più di 15 milioni di euro in questo progetto
quinquennale, per predire cosa accadrà. I primi effetti si
conoscono già.

L’assottigliamento dello scudo di ozono a livello stratosferico
fa sì che sempre più raggi ultravioletti dannosi
trapassino l’atmosfera, aumentando i rischi, soprattutto per i
bambini e per chi conduce una vita all’aria aperta, di sviluppare
tumori alla pelle, patologia che sta drammaticamente aumentando.
Secondo il dipartimento ambientale dell’Onu (UNEP) ogni 1% di
diminuzione dello strato di ozono, aumentano del 2-3% i casi di
tumori alla pelle.

Le radiazioni UV causano problemi agli occhi – non solo umani –
dalle cataratte alla cecità. Possono perfino diminuire le
risposte immunitarie. Un eccesso di radiazioni UV soffoca la
fotosintesi nelle piante. Il plancton fotosensibile nei mari di
tutto il mondo viene danneggiato, è prevedibile una perdita
di biodiversità nel mare. Riduzione di fitoplancton vuol
dire poi impatto negativo sul ‘ciclo carbonio’ degli oceani: con
diminuzione della loro capacità di assorbire anidride
carbonica…

E’ una conferma di come tutto,
il clima
, le
emissioni di CO2
, il
riscaldamento globale
, la vita negli
oceani
, sulla
Terra
, nelle città, e ora lo
strato di ozono
, tutto sembri legato in un unico
ciclo. Un’unica sfera. Una sola Terra.

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