Lo yoga “di consapevolezza”

La maggior parte dei praticanti di yoga si dedica a questa disciplina per ottenere benefici fisici, solo pochi sono interessati all’aspetto spirituale

Oggi negli Stati Uniti ci sono all’incirca tre milioni di
praticanti buddhisti e venti milioni di persone che praticano lo
yoga. In Italia, secondo un’indagine condotta da Astarea per conto
di Yoga Journal alla fine del 2007, il 2,1% della popolazione
adulta pratica attivamente yoga/meditazione (circa un milione e
duecentomila persone).

La maggior parte dei praticanti di yoga si dedica a questa
disciplina per ottenere benefici legati all’allenamento fisico ed
alla salute. Solo una parte dei praticanti, sino ad oggi, sono
stati interessati all’aspetto della crescita interiore e
spirituale.

Negli ultimi anni, in Occidente, c?è una tendenza sempre
crescente a rivalutare la pratica dello yoga come stile di vita
tendente alla trascendenza e al risveglio spirituale. La recente
crisi economica sta alimentando questa tendenza. Le persone,
infatti, sentono più che mai il bisogno di prendersi cura
del disagio fisico e, soprattutto, psicologico che la crisi stessa
ha contribuito ad aggravare. A tal fine provano a fare ricorso allo
yoga, una disciplina trasformativa in grado di produrre
considerevoli effetti benèfici sul corpo e sul respiro. La
stessa, qualora praticata seriamente, può produrre
cambiamenti interiori importanti, anche solo se praticata al
livello di posture (āsana), la modalità di
pratica della maggior parte degli occidentali.

L?esperienza meditativa può produrre dei cambiamenti
profondi al livello di immagine di sé, di comprensione del
mondo e di relazione con la propria vita.

Lo Yoga di Consapevolezza vuole porre il fattore
‘consapevolezza’ al centro della pratica in ogni sua fase, vuole
che diventi il filo conduttore di tutte le sequenze della pratica,
si tratti di posizione in piedi, sdraiata, seduta, eseguita in modo
dinamico o statico.

? Un corso di Yoga di Consapevolezza è
normalmente costituito dalla classica pratica dell?āsana in
vinyāsa-krama, che prevede una fase centrale (il cosiddetto
cuore della pratica o pradhāna), anticipata da una serie di
posizioni che hanno una funzione preparatoria (dal punto di vista
sia fisico sia respiratorio), e seguita da una serie di posture che
compensano il lavoro realizzato durante la fase centrale.

? L?aspetto caratterizzante dello Yoga di
Consapevolezza è che la pratica ha quasi sempre un punto
focale, introdotto dalla bhāvanā (coltivazione mentale);
ciò significa che durante la pratica dell?āsana si pone
un?attenzione particolare ad un fattore specifico, che può
essere fisico, respiratorio, mentale. Può però essere
anche un?immagine, un?icona, uno yantra, un mantra o anche un
concetto, un?esperienza (per esempio, dukkha), una qualità
particolare (la generosità, la determinazione, la forza, la
pazienza, etc).

? Attraverso la bhāvanā la pratica
può essere arricchita di fattori che imprimono una
?tonalità? specifica alla pratica stessa, trasformandola in
qualcosa di più fisico, ad esempio, ma anche più
respiratorio oppure mentale o spirituale.

 Normalmente la semplice pratica dell’āsana
viene arricchita di contenuti relativi alla consapevolezza, ma
anche di insegnamenti caratteristici del buddhismo, come
l?esperienza della quattro nobili verità, o delle dieci
perfezioni (parami o pāramitā) o altri insegnamenti
buddhisti.

? Lo Yoga di Consapevolezza dedica sempre parte della
pratica, normalmente la parte finale, al lavoro meditativo, che
può spaziare da tecniche più concentrative ad un
lavoro di consapevolezza silenziosa e completamente aperta.

? Rimane centrale il lavoro sul respiro, che ha un
ruolo primario in tutta la pratica con l?āsana, il
prānayāma e il dhyāna.

La consapevolezza quindi sarà il fattore unificante di
tutta la pratica. La consapevolezza è il fattore
caratterizzante dell?essere umano; è il fattore attraverso
il quale l?uomo può crescere per migliorare il rapporto con
se stesso, con gli altri, con il mondo circostante.

Il termine sanscrito per consapevolezza è smrti
(in pali sati), che significa anche ?memoria?.

Nello Yoga di Consapevolezza l?impegno sarà quello di
essere, di essere consapevoli, di sviluppare intimità con le
nostre sensazioni fisiche e con i nostri stati mentali,
continuamente cangianti, per vedere con sempre maggior chiarezza il
nostro modo di relazionarci con il mondo.

Tra gli obiettivi fondamentali dello yoga e del buddhismo
c?è quello di portare la mente ad uno stato profondo di pace
e di calma, un obiettivo che implica un percorso conoscitivo della
mente stessa. È interessante sapere che l’ottenimento di
frutti straordinari al raggiungimento della meta non esclude
affatto la possibilità di godere di benefici tangibili anche
durante il percorso. Il fattore consapevolezza, nel prendere spazio
nella nostra vita, porta chiarezza, comprensione e saggezza,
fattori che – calati nel quotidiano – permettono d’imprimere un
moto e una direzione di benessere fisico e mentale alla nostra
esistenza.

Gianfranco Del Moro

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