Lombardia: peggiorata la legge sul randagismo

In Lombardia la legge sul randagismo è pronta a cambiare, in peggio. E’ stato presentato un decreto che favorirà i privati nella gestione (spesso disumana) degli animali.

La Giunta Regione Lombardia ha presentato il ddl 68 col quale
consentirà ad imprenditori privati di beneficiare di fondi
pubblici per il risanamento e la costruzione delle proprie
strutture private. Ciò significa che il “privato” che spesso
viene accusato di governare strutture lager, sarà
ulteriormente facilitato nel gestire il randagismo al solo scopo
lucrativo, potendo impiegare tali fondi per funzioni da cui trarre
sostanziosi profitti, come ad esempio l’allevamento, e/o il
pensionamento, rimanendo assolutamente incontrollato. Tutto
ciò nel più totale dispregio della legge 281 che
prevede che i comuni costruiscano canili pubblici dove finalmente
il randagismo venga gestito con trasparenza, e in funzione di un
vero benessere animale – impedendo le speculazioni vergognose che
oggi rappresentano il più squallido business sulla pelle di
poveri creature indifese – con l’ausilio prezioso delle
associazioni di volontariato, vituperate, reiette e regolarmente
costrette, con le sole proprie forze, a riparare ai danni
perpetrati da chi non dovrebbe nemmeno accostarsi agli animali.

Il progetto di legge è già all’ordine del giorno
della III Commissione Sanità e Assistenza, che si è
riunito mercoledì 26.

Ci chiediamo:

• Come è possibile che la Giunta regionale prenda
queste decisioni, senza nemmeno coinvolgere la Consulta Regionale
Randagismo appositamente istituita dal Legislatore Regionale quale
organo consultivo della Giunta?

• Come è possibile che la Giunta, dopo che il
Legislatore Regionale (con un emendamento che fu presentato
dall’allora Consigliera Regionale Monica Rizzi) aveva cancellato
dal testo originario della legge 16/2006 le parole “privati
imprenditori” tra i soggetti ai quali i comuni possono demandare il
servizio di custodia dei cani, decida ora che tali soggetti non
solo rientrino a pieno titolo, ma esplicitamente preveda per loro
anche la possibilità di beneficiare di fondi pubblici?

La Lega Nazionale per la Difesa del Cane chiede il sostegno dei
cittadini e delle associazioni interessate per contestare tali
nefandezze.

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