Raccolta differenziata

Lorenzo Zaniboni ci parla dell’impatto ambientale dei termovalorizzatori

Intervista a Lorenzo Zaniboni, responsabile del termovalorizzatore bresciano. Gli impianti di nuova generazione sono meno inquinanti delle moderne centrali

Lorenzo Zaniboni, ci può spiegare in sintesi la differenza tra un termovalorizzatore e un inceneritore?

Un inceneritore è un impianto il cui obiettivo principale è quello di bruciare i rifiuti, con lo scopo di renderli innocui. I rifiuti vengono sottoposti a una temperatura superiore a 1000 gradi, trasformandosi così in gas. La parte non combustibile viene sanificata a graffie ad alte temperature. Un termovalorizzatore aggiunge al trattamento termico dei rifiuti la funzione di produzione di energia, quindi si hanno due risultati: il trattamento dei rifiuti e la produzione di energia utile, cioè energia elettrica e calore laddove è possibile utilizzare anche il calore. Con questo sistema si risparmiano delle risorse energetiche non rinnovabili, per esempio metano, petrolio o carbone che oggi vengono utilizzati per produrre 80% dell’energia che consumiamo.

Il termovalorizzatore ha un impatto inquinante sul territorio?

Se visto nell’ottica di un impianto che produce energia non solo non ha un impatto negativo sul territorio, ma ha addiritura un impatto positivo, perchè si sostituisce ad altre centrali e a impianti che sarebbero stati costruiti per produrre la medesima energia. Sarebbero impianti dove si dovrebbe bruciare petrolio, metano o carbone, con delle emissioni di gas nell’ambiente. Con un termovalorizzatore costruito opportunamente con le più moderne tecnologie oggi disponibili, si riesce addiritura a produrre energia generando meno emissioni in quantità paragonabili con quella che generano le centrali elettriche che producono la stessa energia.

Quindi c’è un impatto positivo se prendiamo il sistema nel suo complesso. Secondo lei sono giustificate le proteste delle persone che vivono nelle vicinanze per esempio di Acerra, dove dovrebbe essere costruito un nuovo termovalorizzatore?

Il timore della gente può essere comprensibile, ma è assolutamente ingiustificato. Con l’evoluzione che c’è stata delle tecnologie di depurazione e combustione dei fumi, questi impianti hanno delle emissioni assolutamente trascurabili e quindi anche le ricadute nelle zone più vicine all’impianto sono assolutamente ininfluenti rispetto alla qualità dell’ambiente, dell’aria o del suolo. Ci sono in proposito delle norme molto severe emanate dalla Comunità Europea. Sono delle norme fatte proprio con l’ottica che questi impianti potessero essere collocati sul territorio senza dare problemi di qualità dell’aria o dei suoli. Le tecnologie oggi disponibili consentono con ampi margini di rispettare queste norme.

L’esperienza che avete fatto a Brescia è quindi positiva?

Direi senz’altro di sì. Noi siamo passati da un sistema dove la discarica era la soluzione prevalente a un sistema integrato che da un lato ha visto introdotto la raccolta differenziata dei materiali riciclabili e dall’altra si è introdotto il recupero energetico dei materiali non recuperabili sotto forma di materia. In questo modo a Brescia non viene più inviato un chligramma di rifiuti in discarica. E’ sicuramente un risultato positivo.

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