Lotta biologica e biotecnologica alle zanzare

Il futuro della lotta alle zanzare si profila come una guerra giocata su “armi convenzionali” (biologiche) e armi “non convenzionali” (biotecnologiche).

La guerra è giocata attraverso geni parassiti, pesci
“Gambusia” (nelle risaie), libellule, “bacillus thuringiensis”: tutti
ghiottissimi di larve di zanzare, in grado di tenere lontani questi
insetti senza nuocere agli uomini e alle piante.
I prodotti biologici a base di Bacillus thuringiensis israeliensis
possono essere distribuiti anche dai cittadini nei pozzetti, nelle
caditoie, negli stagni ornamentali, ripetendo il trattamento ogni
10-15 giorni, all’inizio del periodo estivo (non prima di
giugno).
Nell’ambito dei progetti di Lotta Biologica Integrata alle zanzare
è ammesso l’impiego di Temephos per il trattamento di
focolai particolarmente infestati a causa dell’alto carico organico
quali scarichi fognari e tombinature stradali.
Il prodotto appartiene alla categoria degli Organofosforici e
agisce sulle larve prevalentemente per contatto e anche per
ingestione. Il meccanismo d’azione del Temephos si esplica, per
20-25 giorni, impedendo la trasmissione degli impulsi elettrici a
livello delle giunzioni nervose e provocando paralisi e successiva
morte della larva.

Per avere la meglio sulle zanzare tigri una proposta è
quella caldeggiata dal professor Antonio Belcari, entomologo
agrario, docente all’Università di Firenze: “Produrre in
biofattorie miliardi di maschi di zanzare sterili che si accoppino
con le femmine selvagge così che queste non depongano
più uova fertili”.

Articoli correlati