Ma che fine faranno le auto in città ?

La quantità di auto in città finiranno per comportare una rivoluzione ecologica. ! Ma in quale direzione?

Prima di tutto cerchiamo di capire le colpe. Sappiamo tutti che un’automobile o meglio, un veicolo in generale, muovendosi inquina.
E già in questo c’è la prima contraddizione, la prima dialettica, il primo scontro.

Abbiamo infatti due forme di inquinamento. Quello locale, quello di cui sentiamo parlare in tutti i Tg, quello che forse ci fa
arrabbiare di più perché ogni tanto blocca in garage la nostra auto costata migliaia di euro.

Parliamo di smog e in particolare di  ossidi di azoto (NOx) e particolato o polveri sottili (Pm10).

Quali automobili contribuiscono ad aumentare i livelli
di questi due inquinanti?

Principalmente le auto a gasolio e i vecchi ciclomotori pre
Euro, tanto per capirci tutti quei motocicli a due tempi.

In questa direzione si muovono le normative Euro. Solo alcuni
mesi fa la Comunità Europea ha fissato le future normative
Euro 5, in vigore da settembre 2009 per i nuovi modelli e dal 1
gennaio 2011 per tutti, e la futura Euro 6 prevista nel 2014.

Cosa prevedono in breve queste nuove
normative?

Impongono nuovi limiti per gli inquinanti di cui dicevamo prima:

NOx e Pm10
. In pratica, l’Euro 5 limita
drasticamente il particolato, rendendo di fatto obbligatorio il
famoso filtro, FAP o DPF che si chiami, mentre l?Euro 6
penserà agli ossidi di azoto costringendo i costruttori ad
equipaggiare le automobili del futuro con dei sistemi De-NOx, una
sorta di catalizzatori in grado di bloccare i pericolosi
inquinanti.

Normative dunque che andranno a colpire soprattutto i motori a
gasolio. Il paradosso, su cui c’è poco purtroppo da ridere,
nasce considerando l’aspetto globale dell?inquinamento.

In questo caso la sostanza da limitare è la CO2, non un
inquinante, la sua produzione è infatti intrinseca alla vita
stessa, ma che contribuisce in maniera determinante all?effetto
serra e al conseguente
cambiamento climatico
a cui stiamo assistendo.

Ebbene le auto a gasolio sono quelle che emettono meno CO2 nell’aria. Il livello di emissioni di una  city car diesel è infatti equiparabile, e in alcuni casi anche inferiore, rispetto a quello di una tanto pubblicizzata auto ibrida.

E allora che fare? Quale strada percorrere?
Quella che privilegia l’aria che respiriamo direttamente, l’aria
della nostra città, oppure il clima mondiale che sentiamo
più lontano ma che poi ci fa toccare con mano le sue
alterazioni?

La strada per noi di LifeGate è unica:
deve essere privilegiata la lotta alla CO2. Così come
d?altronde evidenzia bene il Protocollo di Kyoto.

Uno strumento che però deve necessariamente essere
applicato a tutti i Paesi. Cina e Stati Uniti compresi. Altrimenti
tutti gli sforzi potrebbero essere vani e irrisori. E per le
città? E’ semplice: devono essere prese decisioni forti e
antipopolari.

L’uso dell’auto in città va in qualche modo limitato.
Vanno privilegiati i mezzi pubblici e i sistemi alternativi di
mobilità come ad esempio il
car sharing
. Il tutto senza colpevolizzare l’auto,
senza farla diventare il nemico numero uno ma anzi, ridisegnandogli
un futuro fatto ancora di emozioni su quattro ruote.


Alessandro Marchetti Tricamo

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