Gravidanza, mangiare per proteggere la vita

I nove mesi della gravidanza sono un periodo in cui il sangue materno, mediante la placenta, fornisce al feto gli elementi nutritivi per svilupparsi

In gravidanza il sangue materno, mediante la placenta, fornisce al feto gli
elementi nutritivi per svilupparsi: da qui l’importanza di nutrirsi
con cognizione di causa, raddoppiando l’attenzione a ciò che
si mette nel piatto.

La donna incinta costruisce nuovi tessuti, la logica vuole che
consumi una maggior quantità di proteine, con un costo
proteico totale stimato di circa 900 grammi.
Non è certo necessario mangiare carne ogni giorno, ma
sostituirla vantaggiosamente con pesce, uova, legumi, prodotti
lattiero-caseari.
E’ ormai dimostrato come donne vegetariane, per la maggior
consapevolezza con cui si nutrono, riescano ad arrivare ad un
regime alimentare più equilibrato per loro e per il loro
bambino rispetto a donne alimentate con diete convenzionali.

I glucidi sono il carburante essenziale del nostro organismo e
costituiscono un alimento vitale per il feto, che gode di mezzi
efficaci per sottrarre glucosio alla madre. La donna incinta ha
quindi interesse nello scegliere zuccheri complessi o lenti,
preferendo cereali integrali, miniere di vitamine del gruppo B, di
minerali e fibre: nella sua dieta giornaliera non dovrà
mancare una volta al giorno un piatto principale di pasta,
alternata a riso, farro, orzo, da cucinare seguendo il proprio
gusto e le voglie del momento, così come è importante
la presenza del pane nell’altro pasto, magari sbizzarrendosi alla
ricerca di quelli mai assaggiati prima fra i numerosi in
commercio.

Per quanto riguarda i lipidi non esiste una raccomandazione
“ufficiale” riguardo alla quantità ottimale
nell’alimentazione della donna in attesa.
Ciò non significa che il loro ruolo durante la gravidanza
sia trascurabile, anzi si è dimostrato che gli acidi grassi
condizionano la struttura e il funzionamento delle membrane del
cervello del bambino.

Sono senz’altro da preferire l’olio di soia, ricco di acido
linolenico, l’olio di girasole, ricco di acido linoleico, e l’olio
di oliva, la cui attività nella sintesi delle prostaglandine
sembra avere un ruolo attivo nell’accelerare il parto.

Anna Paioncini

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