Digitopressione

Nel corso dei secoli la medicina tradizionale cinese ha elaborato un metodo indolore per trattare con le dita i punti dell’agopuntura.digitopressione

di Loredana Filippi
La digitopressione è un antichissimo metodo di cura che si propone di agire sui punti di agopuntura detti tsubo mediante la pressione delle dita, evitando così di servirsi degli aghi.
Lo shiatsu o il cosiddetto micromassaggio cinese la utilizzano per equilibrare il flusso dell’energia nei meridiani e negli organi interni. Come per l’agopuntura, la base teorica di riferimento è la medicina tradizionale cinese, cui la digitopressione ricorre per la scelta dei punti da trattare nelle diverse problematiche o patologie.
Si tratta di una tecnica assolutamente indolore e non invasiva, che può essere praticata da chiunque ne conosca i presupposti e si presta molto bene anche come rimedio di soccorso per alcuni malesseri: nausea da viaggio, svenimento, mal di testa, epistassi, singhiozzo.
Il terapeuta specializzato interviene in ausilio e non in antitesi con i metodi della medicina occidentale classica, personalizzando sempre la cura in base alle problematiche e caratteristiche del paziente.
Praticata a livello specialistico la digitopressione è indicata: nei disturbi digestivi (gastrite, colite, dispepsia); genitourinari (oligorrea, dismenorrea, sindrome premestruale, cistite); ansioso-depressivi; circolatori (ipertensione, angina pectoris), malattie dermatologiche; disturbi del sonno; stress; nei disturbi della gravidanza e del puerperio; malposizione fetale; nella riabilitazione.
La digitopressione permette anche l’autotrattamento definito autoshiatsu, limitatamente alle proprie capacità e possibilità.
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