Marco Roveda risponde a Umberto Veronesi sul nucleare

Umberto Veronesi si dichiara apertamente a favore del nucleare. La risposta di Marco Roveda, fondatore di LifeGate.

Non capisco perché continuamente si diffondano
informazioni errate quando si parla di nucleare. Umberto Veronesi
crede probabilmente che le persone non abbiano alcuna cultura
né consapevolezza di ciò che è bene o male per
loro. Per lui e solo per lui quindi sarebbe bene chiarire che il
nucleare non è la fonte di energia meno tossica per l’uomo.
Anzi. È bene chiarire e sottolineare al dottor Veronesi che
esistono numerose fonti di energia rinnovabili decisamente meno
tossiche per l’uomo (e per l’ambiente): pensiamo al solare,
all’eolico, all’idrico, solo per citare le più diffuse. Ma
davvero i cosiddetti “benpensanti” hanno una considerazione tanto
bassa della gente? Perché questo boicottaggio subdolo nei
confronti di ciò che in energia offre l’alternativa?

 

Mi chiedo anche come sia possibile che un uomo che ha dedicato
la vita a combattere il cancro possa fare affermazioni di questo
tipo sul nucleare, i cui effetti sulla salute dell’uomo sono noti
anche ai bambini.

Sono rimasto spiacevolmente colpito nel vedere che ancora oggi si
gioca sul piano lessicale per convincere le persone a sostenere una
causa piuttosto che l’altra. È giunto il momento di
prestare più attenzione ai termini che vengono utilizzati
quando si parla di nucleare e giocare la partita tra “pro” e
“contro” su un piano più trasparente e chiaro.

 

Pertanto, da antinuclearista convinto, qualora ci fossero
ancora dubbi a riguardo, mi sento in dovere di chiarire (come se ce
ne fosse bisogno) che il nucleare è, per natura, tossico.
Eventualmente si può dire, come ha fatto il professore nella
sua lettera, che il rischio di incidenti collegato al suo utilizzo
è basso, ma non possiamo certo definire il nucleare come
fonte di energia “meno tossica”.

E riguardo agli incidenti, dovremmo stare attenti a basarci su
statistiche e probabilità, perché in gioco c’è
il futuro del pianeta e dell’uomo. La recente disastrosa vicenda
della BP dev’essere un monito importante sul fatto che anche un
singolo incidente possa arrecare danni incalcolabili.

Da una vita vengo considerato un eretico. Bene, oggi leggendo la
lettera di Veronesi, lo sono ancora di più.

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L’anno appena concluso è stato l’annus horribilis per il clima. Il più caldo di sempre (da quando si misura la temperatura) negli Usa, l’ondata di caldo eccezionale in Australia e di freddo in India, l’ultimo uragano che si è abattuto sulla coste atlantiche degli Usa.

Marcel Coderch, il bidone nucleare

Marcel Coderch, ingegnere del MIT, uno dei massimi esperti europei di energia, ci aiuta a mettere autorevolmente in luce la posta in gioco nella partita del nucleare, non solo dal punto di vista della sicurezza, ma anche da quello dell’ambiente.

Marco Roveda risponde a Umberto Veronesi sul nucleare

“Come fonte di energia, il nucleare

Non capisco perché continuamente si diffondano
informazioni errate quando si parla di nucleare. Umberto Veronesi
crede probabilmente che le persone non abbiano alcuna cultura
né consapevolezza di ciò che è bene o male per
loro. Per lui e solo per lui quindi sarebbe bene chiarire che il
nucleare non è la fonte di energia meno tossica per l’uomo.
Anzi. È bene chiarire e sottolineare al dottor Veronesi che
esistono numerose fonti di energia rinnovabili decisamente meno
tossiche per l’uomo (e per l’ambiente): pensiamo al solare,
all’eolico, all’idrico, solo per citare le più diffuse. Ma
davvero i cosiddetti “benpensanti” hanno una considerazione tanto
bassa della gente? Perché questo boicottaggio subdolo nei
confronti di ciò che in energia offre l’alternativa?

Mi chiedo anche come sia possibile che un uomo che ha dedicato
la vita a combattere il cancro possa fare affermazioni di questo
tipo sul nucleare, i cui effetti sulla salute dell’uomo sono noti
anche ai bambini.

Sono rimasto spiacevolmente colpito nel vedere che ancora oggi si
gioca sul piano lessicale per convincere le persone a sostenere una
causa piuttosto che l’altra. È giunto il momento di
prestare più attenzione ai termini che vengono utilizzati
quando si parla di nucleare e giocare la partita tra “pro” e
“contro” su un piano più trasparente e chiaro.

Pertanto, da antinuclearista convinto, qualora ci fossero
ancora dubbi a riguardo, mi sento in dovere di chiarire (come se ce
ne fosse bisogno) che il nucleare è, per natura, tossico.
Eventualmente si può dire, come ha fatto il professore nella
sua lettera, che il rischio di incidenti collegato al suo utilizzo
è basso, ma non possiamo certo definire il nucleare come
fonte di energia “meno tossica”.

E riguardo agli incidenti, dovremmo stare attenti a basarci su
statistiche e probabilità, perché in gioco c’è
il futuro del pianeta e dell’uomo. La recente disastrosa vicenda
della BP dev’essere un monito importante sul fatto che anche un
singolo incidente possa arrecare danni incalcolabili.

Da una vita vengo considerato un eretico. Bene, oggi leggendo la
lettera di Veronesi, lo sono ancora di più.

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L’anno appena concluso è stato l’annus horribilis per il clima. Il più caldo di sempre (da quando si misura la temperatura) negli Usa, l’ondata di caldo eccezionale in Australia e di freddo in India, l’ultimo uragano che si è abattuto sulla coste atlantiche degli Usa.

Marcel Coderch, il bidone nucleare

Marcel Coderch, ingegnere del MIT, uno dei massimi esperti europei di energia, ci aiuta a mettere autorevolmente in luce la posta in gioco nella partita del nucleare, non solo dal punto di vista della sicurezza, ma anche da quello dell’ambiente.