Margot Wallstrom, funzionaria anticonformista

L’elaborazione di nuove leggi per l’ambiente e il rispetto di quelle già esistenti. La politica svedese si batte da sempre in difesa della natura e della salute delle persone. Anche con gesti controcorrente.

A 49 anni la svedese Margot Wallstrom ha passato gran parte della
sua vita a fare politica. Tra l’altro è stata ministro della
cultura e ministro per gli affari sociali. Nel 1999
l’Europarlamento l’ha eletta come commissario europeo all’ambiente.
Da allora si batte per un ambiente più pulito e per il
rispetto delle leggi già esistenti con impegno e
creatività, il grigiore burocratico non fa per lei.
Ha sorpreso tutti quando in piena discussione per la stesura del
documento Reach (Registration, Evaluation and Authorisation of
Chemicals) si è presentata davanti a una platea pubblica con
l’analisi del proprio sangue: sono state trovate 28 sostanze
tossiche, tra queste il Ddt, un pesticida che dal 1983 è
vietato in Europa. La discussione su quale sostanze chimiche
vietare è tutt’oggi in corso. Da una parte l’industria pensa
all’economia, dall’altra parte il commissario dell’ambiente cerca
di salvaguardare la salute di persone e animali.
Il tossicologo Vyvyan Howard che presentava i risultati del test
della Wallstrom diceva che le 28 sostanze tossiche trovate nel
sangue sono la media nella situazione di oggi, ma che i livelli di
tossicità erano da due a tre volte più alti prima che
avesse avuto i suoi due figli. Con l’allattamento molte sostanze
chimiche presenti nella madre si trasfericono sul bambino.

Con questa recente azione, Wallstrom ha segnalato una delle
priorità nel suo lavoro: tenere conto e lavorare
sull’interazione tra la qualità dell’ambiente e la salute.
Il cambiamento climatico con il protocollo di Kyoto, la
preservazione della biodiversità e i rifiuti sono gli altri
tre punti su cui sta focalizzando l’attenzione.

Rita
Imwinkelried

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