Maschi bestiali. Basi biologiche della violenza umana

Lo stupro, la violenza sessuale, ha una chiave evoluzionistica. Non è una giustificazione. E il libro “Maschi bestiali. Basi biologiche della violenza umana” è un modo per capirlo.

Si parte innanzitutto dalle osservazione del comportamento degli scimpanzé di Kahama, dove si sono notati atti di violenza che “hanno minato la convinzione che la violenza estrema fosse un attributo tipicamente umano, come lo sono la cultura, il potere del cervello… Hanno reso credibile l’idea che la nostra inclinazione bellicosa risalga al passato pre-umano. Ci hanno reso un po’ meno speciali”.

In effetti, Darwin scherzava, se l’uomo non fosse stato il classificatore di se stesso, non avrebbe mai pensato di collocarsi in un ordine separato.

Un’ampia ricognizione condotta non solo su scimpanzè, nostri compagni di strada evolutiva, ma anche su diverse popolazioni indigene, alla ricerca di quel moto primordiale che ci spinge alla guerra, non solo tra popoli, ma tra persone, tra gruppi vicini, e contro le donne.

Perché, contro le donne? Una storia evolutiva segnata da un’aggressività maschile… la maggiore forza fisica… E le analisi sui patriarcati che ci dicono che, su novantatre società, gli uomini detengono il potere politico, e nell’84% anche il potere familiare.

Lo stupro, la violenza sessuale, ha una chiave evoluzionistica. Non è una giustificazione. E il libro “Maschi bestiali. Basi biologiche della violenza umana” è un modo per capirlo. Per fare un passo verso la civiltà, è importante comprendere la natura.

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