Medicina, fisica e guarigione

La medicina ufficiale rabbrividisce all’idea di curare con metodi non dimostrabili spesso associati alla superstizione, ma il successo di molte tecniche non basate su presupposti scientifici.

È in corso in questi mesi un notevole dibattito sulle medicine non convenzionali. Da un lato c’è chi propone di regolarizzarne un certo numero, facendole diventare appannaggio esclusivo dei medici. Dall’altro chi afferma che queste terapie mancherebbero di riconoscimento scientifico perché non sarebbero “dimostrabili”.

Medicina non convenzionale e scienza

Questa obiezione è legittima perché nasconde il vero problema di fondo, quello che, nella superficialità che fino ad ora ha assunto il dibattito, non è stato nemmeno sfiorato: i medici si approprierebbero delle medicine non convenzionali, non attribuendo però ad esse validità scientifica e questo appare un vero controsenso. Altrimenti detto: se le medicine non convenzionali potranno praticarle solo i medici e se i medici prescriveranno solo ciò che è scientificamente dimostrato, quali possibilità avrà l’esistenza stessa di queste forme di cura? Sono realtà dimostrabili?

medicina non convezionale
Molte terapie non basate su presupposti scientifici hanno successo © ingimage

Occorre allora ricercare nuove spiegazioni, che vadano al di là di quelle generalmente fornite dai sostenitori delle terapie non convenzionali. La più consueta è quella che suona più o meno così: “È vero  non riusciamo a dimostrare la nostra efficacia in base al metodo scientifico, ma è la pratica a provarla. Lo dimostrano ad esempio i successi dell’omeopatia, della medicina ayurvedica o dell’agopuntura, utilizzate con buoni risultati da molti anni in tutto il mondo. In definitiva, non è il riconoscimento o la qualifica scientifica di una terapia che dovrebbe interessare chi veramente vuole guarire, bensì la sua efficacia”.

Mancano gli studi

Questa è una risposta corretta e sensata, ma non sufficiente. Non accontenta i detrattori delle terapie alternative, che in genere stringono le spalle attribuendo la responsabilità dei successi al ben noto effetto placebo.

All’obiezione che tante guarigioni riguardino essere non influenzabili (ad esempio neonati o anche animali), si affianca però il fatto che manchi un sufficiente numero di studi in cui risulti evidente il nesso causa-effetto, una delle basi del metodo scientifico. E qui il dibattito diviene sterile, poiché il problema sostanziale è che il meccanismo di guarigione utilizzato da questo genere di terapie è basato su criteri diversi.

Una spiegazione arriva dalla Nuova fisica del corpo energetico, che con la teoria dei biofotoni apre nuovi orizzonti a tutta la medicina.

a cura di Bruno Morpurgo, fisico e terapista vibrazionale

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