Medicina olistica: un ponte tra passato e futuro

Per la medicina olistica, conoscere non solo il corpo dell’essere umano, ma anche le sue emozioni, consente di curare in modo più efficace molte patologie.

Nella medicina si sta diffondendo un nuovo atteggiamento, in base al quale non ci si limita a considerare esclusivamente la malattia e a cercarne i rimedi, ma ci si occupa dell’essere umano nel complesso delle sue emozioni, dei suoi pensieri, del suo stile di vita.

Medicina olistica, sintesi di tradizioni antiche

Per questo si parla di medicina olistica, dal greco “olos”,  il tutto. Quasi tutte le tecniche di cura, che rientrano in questo ambito, derivano dallo studio e dalla sintesi di tradizioni antiche, per le quali l’uomo non è una macchina, cui a volte è necessario togliere o mettere dei pezzi, ma piuttosto un “trasformatore di energie cosmiche”, a cavallo tra terra e cielo, immerso in un ambiente naturale dal quale riceve nutrimento, energia e tutto ciò di cui ha bisogno.

Il concetto, che oggi si ha della salute, non è più riconducibile alla semplice mancanza di sintomi fisici o ai confortanti risultati di analisi e radiografie, ma considera l’interazione di diversi fattori: il benessere emotivo, la coerenza con i propri principi, la qualità dei pensieri e delle idee, la realizzazione dei propri sogni, il tipo di relazione con gli altri, la soddisfazione nel lavoro, l’attenzione al trascendente.

Collaborazione tra antico e moderno

Principio comune a tutte le medicine olistiche è la convinzione, che il corpo abbia una naturale capacità di autoguarigione. Concentrando, infatti, la ricerca unicamente sulle cause della malattia e la loro rimozione, non si potrà mai pervenire ad una vera e propria guarigione: l’uomo ristabilito da un lato, si ammalerà dall’altro. Questo perché i malesseri hanno radici profonde e vanno innanzitutto interpretati.
Non si può parlare di guarigione fino a quando il paziente non avrà preso coscienza degli squilibri che lo ha portato ad ammalarsi.

La medicina olistica, da scienza impegnata a recuperare la salute, vuole trasformarsi in uno strumento che tuteli e salvaguardi il benessere, attingendo sia alla metodologia moderna, sia alla tradizione più antica.

E’ un invito al dialogo e alla collaborazione tra medicine antiche e moderne. I risultati raggiunti dalla medicina ufficiale occidentale sono innegabili, ma ad essa si vuole affiancare un altro pensiero, ugualmente potente.

Questa nuova mentalità ha portato alla nascita delle cosiddette “medicine complementari”, che coniugano in pratica tecniche antiche e moderne. Grazie ad esse si sono raggiunti eccellenti risultati in diversi Paesi occidentali, nei quali stanno entrando sempre più a far parte anche delle strutture
sanitarie convenzionali.

Dott. Nitamo Federico Montecucco
Medico psicosomatico olistico

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