Medicina transculturale

Una disciplina di confine attenta e sensibile alle diversit

Da qualche tempo la nostra società, sempre più
multietnica e in rapida trasformazione, è chiamata a
confrontarsi con problemi nuovi determinati dall’incontro, spesso
non privo di elementi di conflittualità, di culture e
identità diverse. La cura della salute è uno di
questi, senz’altro tra le sfide più importanti del nuovo
secolo in quanto richiede una medicina culturalmente sensibile in
grado di stabilire un contatto con altri universi simbolici e
culturali, un nuovo approccio ai modelli interpretativi e
terapeutici occidentali che spesso si rivelano incompatibili e
inadeguati per l’immigrazione con i relativi problemi sociali e
psicologici.

Per dirla con Vittorio Lanternari, antropologo, troppo spesso la
medicina occidentale “isola il soggetto dal sociale, disgiunge il
soma dalla psiche e l’organo dall’organismo. Le medicine
tradizionali del terzo mondo colgono sistematicamente
l’unità fra individuo, società, tradizione culturale
e stabiliscono un rapporto di fusione tra soma e psiche”.

Dunque è sempre più impellente l’urgenza di fondere e
sintetizzare saperi diversi che aiutino a trovare altri modi di
concepire la malattia, lo stato di sofferenza e la cura, anche
attraverso un’ottica di tipo antropologico e transculturale,
integrata ed unificante che qualifichi insieme con la salute
dell’uomo la promozione della sua dignità e della sua
cultura nonché la difesa della vita.

Senza negare l’importanza e la necessità della ricerca
biomedica, e liberandosi da una visione etnocentrica e
medicocentrica, è possibile cominciare finalmente a
riconoscere aspetti importanti dell’alterità che sono
però rimasti finora sistematicamente ignorati.

Con la medicina transculturale l’attenzione massima è per la
persona nel suo complesso, quindi la conoscenza delle credenze e
delle pratiche curative della cultura di appartenenza rende attento
il personale sanitario al modo con cui i pazienti e le loro
famiglie intendono la realtà clinica favorendo così
la loro comprensione.
Ciò è possibile anche attraverso la definizione di
indicatori più efficaci ed accurati e con la formazione di
figure medico-sanitarie all’incontro con persone portatrici di una
differente cultura, che necessitano di rispetto e di attenzione
soprattutto nell’ambito dei bisogni di salute e di assistenza
sanitaria.

Maurizio Torretti

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