Medicina ufficiale e olismo

Per la medicina ufficiale, ciò che più conta è la dimensione fisica della persona. Per tale motivo si limita a studiare gli organi, i tessuti e gli apparati

Per la medicina accademica, ufficiale, ciò che più
conta è la dimensione esclusivamente fisica della persona.
Per tale motivo si limita a studiare, anche con le più
avanzate tecnologie, gli organi, i tessuti e gli apparati. Anche i
disturbi psichici (sempre più all’ordine del giorno) vengono
ricondotti ad alterazioni biochimiche.
La malattia è considerata un’anomalia biochimica, per valori
che escono dai limiti posti alla base di modelli ritenuti normali.
Ogni aspetto psicofisico, se pur riconosciuto e accettato, all’atto
pratico perde ogni valore o lo può assumere solo se si
manifesta in evidenti disturbi fisici.

Per la medicina olistica esistono altre strade per arrivare alla
guarigione e al benessere psicofisico.
L’organismo è un tutto che differisce dalla semplice somma
delle parti che lo compongono. Quando un medico o un operatore
olistico, si trova davanti a un paziente, non deve solo considerare
la patologia organica, ma ricordarsi che la malattia fisica
è legata anche alla psiche e allo stato emotivo del
paziente. La medicina olistica è quindi la risposta alle
necessità fisiche, emotive e psicologiche dei pazienti. La
sua forza deriva dal fatto che la definizione di “totalità”
adottata è tratta, non solo dalle scienze biologiche, ma
anche da discipline diverse.
Ecco perché non tutte le terapie complementari possono
essere considerate olistiche (tutte quelle che si occupano, come ad
esempio il reiki, solo dell’aspetto emotivo-spirituale).

Il termine “olismo” deriva dalla parola greca holos che significa
“totale, intero” e la medicina olistica significa “totalità
della persona” cioè il corpo, la mente e lo spirito, e
l’individuo all’interno del proprio sistema, della famiglia, della
comunità, della cultura e dell’ambiente. La medicina
olistica, quindi, applica la Teoria generale dei sistemi nella
pratica medica.
Fu in realtà, Smuts, un non-medico sudafricano, a coniare
per primo il termine “olismo” nel celebre libro del 1926 “Holism
and Evolution” (Olismo ed evoluzione). Il suo concetto di olismo
non era molto diverso dall’attuale “ecologia” o dal principio di
Gaia, che considera il pianeta come un sistema unitario
vivente.
Per Smuts, “la totalità(…indica la direzione del processo
evolutivo e l’olismo ne è la forza propulsiva.”

Gabriele Bettoschi

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