Omeopatia

Medicine complementari in oncologia

Cure complementari in oncologia, una realtà consolidata che non può più essere nascosta: molti malati oncologici si avvalgono di procedure non convenzionali

Cure complementari in oncologia, una realtà consolidata che non può
più essere nascosta: molti malati oncologici si avvalgono di
procedure mediche non sempre accettate
o conosciute dai medici oncologi tradizionali.

Scopo del convegno è stato quello di presentare un’ampia
selezione di queste realtà, stimolando nei discenti la
curiosità delle pratiche presentate, con la finalità
di gettare un ponte d’intesa tra la realtà vissuta dal
paziente e dal medico cultore delle medicine non convenzionali e
l’oggettività vissuta dal medico oncologo.

Per il raggiungimento di questi obiettivi si è inteso creare
una prima introduzione sulle pratiche mediche citate e sugli studi
clinici in materia, in un tavolo di discussione esteso ad esperti
del settore, ma anche ad autorevoli oppositori, così che si
potesse creare una proficua discussione tra le parti.

L’incontro è stato costruito in modo che venissero
presentate in successione, modalità e casi clinici di
pazienti oncologici trattati, con intento di supporto e non
sostitutivo delle terapie oncologiche (Chirurgia, Chemioterapia,
Radioterapia). Alla presentazione di ogni singola relazione
è seguita una discussione tra gli esperti seduti al tavolo
di moderazione, così da costituire una sorta di “tavola
rotonda” permanente che potesse sviscerare le problematiche esposte
nei suoi principali aspetti, scientifici ed etici.

Le terapie Complementari proposte, scelte fra le più
utilizzate dalla popolazione italiana, sono: Fitoterapia,
Omeopatia, Omotossicologia e la Medicina Tradizionale Cinese.
Terapie tra loro molto diverse, tutte con proprie caratteristiche
procedure e con peculiari metodologie applicative. Inoltre, sono
stati presentati e dibattuti il significato dello stress ossidativo
con le sue ripercussioni nella pratica clinica e nella vita
quotidiana e l’utilità attuale del viscum album, ricavata
dalla sintesi della letteratura mondiale più
accreditata.

Oltre a questi argomenti sono stati presentati…

Oltre a questi argomenti sono stati presentati, dal prof. Emilio
Del Giudice, gli aspetti di fisica quantistica che consentano di
comprendere i risultati clinici ottenuti e presentati durante il
dibattimento. Le relazioni strettamente scientifiche si sono
alternate, inoltre, a interventi di esperti non medici quali il
Prof. Michelangelo Tagliaferri presidente dell’accademia di
Comunicazione di Milano che ha sottolineato l’importanza della
comunicazione tra malato e medico ribadendo la necessità di
un dialogo aperto e il più possibile personalizzato, ben
realizzabile attraverso le terapie complementari, quando utilizzate
a supporto delle cure antineoplastiche.

Infine, Mons Maggioni, Docente di Teologia all’Università
Cattolica di Milano, ha saputo entusiasmare il pubblico
semplicemente ricordando la propria esperienza di malato e le
figure mediche e non mediche che lo hanno accudito nei momenti
più critici della propria malattia, che ormai sembrava non
offrire spazio alla speranza di guarigione. In questa drammatica
fase della sua vita solo un anziano sacerdote aveva saputo essergli
di reale conforto, semplicemente perché aveva saputo
ascoltarlo. Tragicomica, invece, la figura del medico che lo aveva
in cura, del tutto incapace di comprendere il dramma personale che
lo stesso Mons. Maggioni stava vivendo.

A conclusione dei lavori si è aggiunto che negli Ospedali
sarebbe auspicabile potersi avvalere della consulenza di Medici
Specialisti Esperti nelle Terapie Complementari, alla stessa
stregua con cui abitualmente ci si avvale dei medici specialisti.
Questo porterebbe grandi vantaggi clinici per i pazienti ed
economici per la società, oltre che essere fonte di
soddisfazione per il malato in primis, ma anche per gli operatori
Medici e Paramedici che avrebbero la possibilità di
recuperare in pieno ciò che gli antichi definivano “l’Ars
Medica”.

Al contrario, queste stesse forme di medicina se utilizzate
scorrettamente attraverso l’autoprescrizione o il suggerimento di
personale non medico, potrebbero portare a gravi effetti
collaterali.

Infine, ma non ultimo per importanza, è stato più
volte sottolineato che se la Ricerca in Medicina vuole avere un
futuro, deve cominciare a pensare in termini Biofisici,
perché, trasportati nella terapia, i limiti della Biochimica
e della Genetica sono stati ormai raggiunti, mentre indagando e
approfondendo gli aspetti Biofisici, che inevitabilmente
accompagnano ogni reazione Biochimica della materia vivente, si
può pensare sia di comprenderne meglio la natura, sia di
avere nuove e quasi inesplorate possibilità terapeutiche, a
volte stupefacenti per significatività di risultato.

a cura del socio SIOMI Alberto Laffranchi

Sul sito www.siomi.it ci sono
gli atti del congresso

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