Meditare ci aiuta a esplorare il nostro mondo interiore

Meditare, un tempo prerogativa dei monaci, è un efficace strumento terapeutico in grado di migliorare le abilità cognitive e ridurre l’ansia.

di Flavio Alterisi

La civiltà attuale, di tipo occidentale, sembra non essere più in grado di meditare: enfatizza sempre più l’attenzione verso il corpo, corre verso di esso sia per le necessità della salute che per il piacere, indotta dal marketing e dalle esigenze di comunicazione e d’immagine. Ma le strutture della civiltà spingono, e condizionano spesso, ad andare anche verso le emozioni: per il bisogno di relax o di divertimento, per lo sport, l’umanità civile, inoltre, sviluppa i percorsi mentali non solo per esigenze culturali e ludiche ma, soprattutto, per necessità lavorative.

Ragazzi che cenano in terrazza
Nell’attuale civiltà, basata su edonismo e individualismo, l’espolarazione intima di sé trova poco spazio © Ingimage

Un mondo interiore nascosto

Parlando di queste ultime, oggi l’attività mentale si è molto perfezionata in certe professioni: sia “mentale puro” (lo scienziato, l’informatico), che mentale miscelato all’emozione (l’attore, il politico) oppure al movimento fisico (l’atleta, l’operaio specializzato). L’eccessiva focalizzazione verso i vari aspetti della vita esterna, però, inibisce l’attenzione verso altre qualità della vita: quelle interne.

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Meditare per stare in equilibrio

Che esse siano viste come campi di coscienza o come energia, il punto è che, abbandonate a sé stesse nel loro sviluppo, evidenziano spesso i risultati di una evoluzione casuale, molte volte condizionata in modo prioritario dalle circostanze esterne, che non sempre sono amichevoli: uno sviluppo non certo omogeneo. Le carenze che conseguono da ciò sono fin troppo appariscenti nei singoli e nella società: i disturbi fisici e quelli psichici; le malattie spesso gravi; il dolore e l’alienazione.

Donna che medita in un bosco
Meditare consente un maggior controllo sul sistema sensoriale © Ingimage

L’obiettivo della meditazione

Questa è la realtà che si presenta, quotidianamente, davanti e attorno a noi. Davanti a questa realtà sta la meditazione; una tecnica orientata a compensare questi squilibriMeditare tende a distrarci dal mondo esterno, fino ad escluderlo, a liberarci dalla sua stretta quando rischia di essere soffocante o mortale e ci consente – se si vuole e se ne è capaci – una conversione verso il mondo interno ed una attenzione a ciò che vi succede, quindi alla percezione delle sue dimensioni e delle sue potenzialità.

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Una via per il perfezionamento

Basta tentare – e guardare a cosa succede, magari con un accenno di fiducia – ed esse si rivelano potentemente riparatrici dei problemi (o disastri) che noi stessi abbiamo contribuito, spesso inconsciamente, ad instaurare. Dimensioni rivelatrici e taumaturgiche: ma con potenzialità insospettate di perfezionamento e di evoluzione, le nostre esigenze di sviluppo e miglioramento – sia professionale che esistenziale – sono a questo livello ed è, solo a questo livello, che trovano pronti degli alleati, dei tecnici e degli architetti insospettati e di grande valore. Basta solo provare.

Meditazione durante una lezione di yoga
Ogni tecnica di meditazione collaudata nel tempo ha come obbiettivo di base quello di sviluppare la consapevolezza dell’individuo © Ingimage

Tecniche di meditazione

Esistono diverse tecniche di meditazione, sviluppatesi nel corso dei secoli e giunte sino a noi, per un principiante è quindi importante trovare quella più adatta alle sue caratteristiche. Tra le tecniche di meditazione più praticate ci sono la meditazione zen, la più iconica, che si pratica stando seduti a gambe incrociate; la meditazione trascendentale, che si pratica attraverso la recitazione di un mantra; la meditazione vipassana, basata sulla osservazione e sulla auto-esplorazione e la meditazione camminata, che si pratica in movimento.

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