Melbourne, qualità di vita

Ridurre il proprio impatto sulla terra è fondamentale, e raggiungere la consapevolezza che questo sia obbligatorio per salvaguardare la qualità di vita

Negli anni la città di Melbourne è cambiata. E’
una città vitale, resa ancor più dinamica
dall’influsso di giovani provenienti da tutto il mondo e di
turisti, anche italiani, affascinati dalla sua nomina di
città vivibile. Considerata la più culturale delle
città australiane, Melbourne sembra promettere una
rinascita. Intanto, iniziative per rendere la città
sostenibile si possano riscontrare in progetti come il Victorian
eco-innovation lab (Veil), che propone una visione di Melbourne nel
2032.

La città si trova davanti alla sfida che questo momento
storico pone a causa dei cambiamenti a livello planetario che
riguardano il clima e di conseguenza il mutamento delle stagioni.
In un piccolo angolo della metropoli, in prossimità
all’Università e a due passi del quartiere storicamente
italiano, Carlton, si trovano gli uffici del Victorian
eco-innovation lab. L’acronimo del centro, Veil, fa pensare nella
sua traduzione letteraria a un velo, un sottilissimo velo che ci
separa da una realtà nuova. Difatti, il centro promuove
l’idea che sia possibile e doveroso immaginare nel presente la
“nuova realtà”, ripensando sia i gesti quotidiani sia le
infrastrutture su cui si basa la vita in comune. Veil propone una
società che si mette in rapporto all’ambiente in modo
radicalmente diverso, riesaminando l’attuale forma di distribuzione
e utilizzo delle risorse; man mano che i principi della
sostenibilità sono consolidati e permeano ogni forma di
attività e produzione la città si
trasformerà.

Il progetto Veil nasce dalla consapevolezza dello stato del
pianeta, come spiega il Professor Chris Ryan, Direttore del
Victorian eco-innovation lab, e dalla necessità di reagire a
questa situazione con un impulso creativo. Nel suo ruolo di centro
per il futuro nel presente, Veil è un laboratorio dove
l’innovazione ecologica viene non solo incoraggiata ma anche
promossa come l’unica difesa cui l’umanità può
attingere. Ridurre il proprio impatto sulla terra è
fondamentale, nello stesso modo lo è raggiungere la
consapevolezza che questo sia improcrastinabile per salvaguardare e
ricreare la qualità di vita. Inoltre, pensare al futuro come
se fosse nel presente, crea sia le radici che la forma del
contemporaneo, come spiega Ryan: “Visioni del futuro che creano
traiettorie di sviluppo rappresentano una ‘finestra’ attraverso
quale poter (re) visionare il presente per rivelare attività
fino ad adesso non presi in considerazione ma che sono coerenti con
il futuro cambiamento”.

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