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A partire dal 2012, i voli da e verso l?Unione europea rientreranno nel sistema dello scambio di emissioni. La speranza

Le emissioni dell’aviazione stanno crescendo troppo
rapidamente rispetto a quelle degli altri mezzi di trasporto e se
non si decide di fare qualcosa ora, entro il 2020 le emissioni
provenienti dal settore aeroportuale cresceranno del 75 per cento
rispetto ai livelli registrati nel 2005 e addirittura di una
percentuale compresa tra il 300 e il 600 per cento entro il 2050.

E’ quanto è emerso dall’intervento
tenuto alla Harvard Kennedy School di Cambridge
(USA)
dal Commissario europeo per il clima, Connie Hedegaard – già
presidente della quindicesima Conferenza sui cambiamenti climatici
delle Nazioni Unite.
Il discorso, chiaro e senza compromessi, ha espresso la visione
dell’Unione per quanto riguarda il controllo delle emissioni del
settore dell’aviazione civile. Come dichiarato dalla Hedegaard,
“sarebbe irresponsabile non fare nulla alla luce di queste
previsioni”.

Hedegaard, in questo modo, ha voluto lanciare un segnale per
colmare il vuoto giuridico presente nel settore che, attualmente,
non è subordinato né ai vincoli di riduzione del
protocollo di Kyoto, né ad alcun altro vincolo a livello
regionale. Per quanto riguarda l’UE, il settore dell’aviazione
civile dovrebbe rientrare nel sistema dello scambio di emissioni
(Emission Trading Scheme – ETS) a partire dal 2012.

Il Commissario ha lanciato anche la proposta di fissare un target
di riduzione a livello mondiale pari al 10 per cento entro il 2020
rispetto alle emissioni del 2005. L’Organizzazione internazionale
dell’aviazione civile
(ICAO) dovrebbe assumersi la
responsabilità per il raggiungimento di tale obiettivo.
Decisioni, queste, che dovranno essere discusse durante i negoziati
della prossima Conferenza sui cambiamenti climatici di
Cancún.

Ancora una volta, l’Unione europea ha assunto la leadership
nella lotta ai cambiamenti climatici iniziando ad agire in
autonomia. Tutti i voli da e verso paesi facenti parte dell’Unione
europea rientreranno nello schema ETS entro il 2012 nella speranza
che questo possa spingere anche altri stati, in primis gli USA, ad
agire e cambiare il loro atteggiamento ritenuto, finora,
“deludente”.

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