Mese per mese, la natura sotto accusa

Sono numerosi pollini che si diffondono nell’aria seguono un calendario molto diversificato nella natura. Un elenco di piante “dannose” per il benessere

Il dramma di chi soffre di allergie è di dover avvertire il
cambiamento della natura come un qualche cosa che riesce ad
insidiare la loro stabilità non solo fisica.

La società paga un altissimo prezzo, come se si trattasse di
una vera e propria piaga, la destabilizzazione, la depressione e
l’ansia che provocano le allergie stagionali.
Infatti, anche se vengono comunemente chiamate “primaverili”, le
allergie da polline, in realtà, possono colpire durante
tutto l’arco dell’anno, fatta eccezione forse per il mese di
dicembre. Questo perché i numerosi pollini che si diffondono
nell’aria seguono un calendario molto diversificato, anche se la
concentrazione maggiore è da fine marzo a giugno.

Gruppo di piante e loro stagionalità:

  • Oleacee (olivo, frassino) da aprile a giugno
  • Fagacee (quercia, faggio) da maggio a giugno
  • Graminacee (poa, festuca, gramigna) da marzo a giugno con un
    incremento a settembre
  • Urticacee (paritaria) da febbraio a novembre
  • Composite (assensio, margherita, dente di leone) da metà
    agosto a settembre
  • Cupressacee (cipresso, tuiada) da gennaio ad aprile
  • Betulacee (ontano, betulla) da febbraio a maggio
  • Salicacee (pioppio, salice) da marzo a giugnoGabriele Bettoschi

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