Metodo Feldenkrais: una partita di basket

Un’esperimento per verificare l’efficacia del Metodo Feldenkrais applicato ai gesti specifici di atleti, componenti di una squadra di pallacanestro.

Il Metodo Feldenkrais è un processo educativo definito di
Consapevolezza Attraverso il Movimento, proprio perché
utilizza il movimento per migliorare la postura e le
potenzialità dell’individuo. Basato sull’apprendimento e la
consapevolezza, stimola l’intelligenza innata del sistema nervoso a
riprogammare azioni più efficaci che, gradualmente, si
sostituiscono ad abitudini motorie errate spesso causa di dolore e
tensione. Date queste premesse si può comprendere come la
sua efficacia sia apprezzata in ambito sportivo, dove i gesti
atletici specifici possono diventare precisi e davvero potenti,
proprio perché espressione di una profonda elaborazione
mentale, anziché mera ripetizione meccanica.

La soluzione di un problema motorio non è diversa dal
superare difficoltà linguistiche o problemi matematici.
Pensare che siamo forniti di un cervello per pensare, uno per
parlare ed un altro ancora per correre, è errato. In
realtà si tratta di un unico affascinante sistema finemente
connesso e coordinato.

Attraverso le lezioni ideate dal dottor Moshe Feldenkrais si
può attivare l’intelligenza motoria di ogni atleta
“interessato”, mettendolo nella condizione di vedere con gli occhi
della mente il gesto più potente. Fare esperienza in modo
dolce e profondo di come il corpo è interamente coinvolto in
ogni singolo movimento, permette di elevare il livello atletico di
ogni prestazione.

Visualizzare l’intera successione motoria mentalmente
rafforza i processi d’apprendimento che avvengono durante la
pratica in palestra. Tutto ciò a vantaggio della
competizione: l’atleta può concentrarsi nella situazione
agonistica, senza doversi preoccupare dei movimenti che a quel
punto saranno più fluidi ed efficaci. Questa particolare
pratica che connette corpo e mente, favorisce lo scambio di segnali
fra i neuroni migliorandone l’interazione e la coordinazione del
movimento.

Il miracolo non avviene in una o due sedute. Così come per
l’allenamento fisico, anche quello che riguarda il muscolo
più importante, necessita di pratica e intenzione. Il
cervello, infatti, ha bisogno di stimoli costanti per poter
esprimere al meglio le sue capacità.

Maria Luisa Tettamanzi

 

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