Milano – Il dopo Salone del Mobile

Attorno a questo evento hanno ruotato anche eventi quali il Salone del Complemento d’Arredo, le biennali Eurocucina ed Eimu.

Attorno a questo evento hanno ruotato anche eventi quali il Salone
del Complemento d’Arredo, le biennali Eurocucina ed Eimu.
Inoltre il celebre Salone Satellite al cui interno, oltre ai
giovani designer, era sviluppato il bellissimo tema “Grand Hotel
Salone” (dedicato al contract alberghiero) e dove si potevano
reperire informazioni in “Technology for the kitchen” (tutto il
meglio per la cucina).

Lo abbiamo visitato in lungo e in largo, raggiungendo anche i
bellissimi Fuori Salone organizzati per tutta la città di
Milano.

Abbiamo colto l’occasione per farci spiegare da alcuni designer e
produttori i loro progetti:

Da questo Salone del Mobile proponiamo due riflessioni. La prima
è che l’interesse verso l’ambiente è pressochè
o, sia da parte delle grandi aziende che da parte di quelle minori.
Questo ovviamente non può che farci dispiacere: non dovrebbe
essere un’utopia che oggetti bellissimi come quelli che abbiamo
visto al Salone, siano costruiti con materiali ecologici, di
recupero, con un’attenzione alla fase produttiva e al ciclo finale
del prodotto.

Il secondo aspetto interessante lo vediamo molto in sintonia con la
filosofia “LifeGate”: il tema del benessere, del relax, della
comunicabilità tra le persone.
Molte grandi aziende da Moroso a Cappellini, da Giorgetti a
Flexform passando da Magis e Bonacina hanno riscoperto il fascino
di creare ampie sedute, luoghi dove sostare e dove poter vivere il
bisogno di “rallentare” per comunicare con gli altri.

Un ultimo spunto di riflessione: “Sos Design”, ovvero la
mostra/mercato con oggetti donati da aziende, designer famosi,
giovani progettisti e scuole di design, il cui ricavato viene
interamente devoluto a Emergency, ci è sembrato un forte
segnale da seguire anche per i prossimi anni.

Tomaso
Scotti

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Artplayfactory

Un gruppo di giovani creative realizza luci, gioielli, mobili e ambientazioni. Il recupero, la valorizzazione di processi lavorativi inusuali e l’impiego, a volte ironico, di materiali non conformistici sono i caratteri principali della loro ricerca.