Miti, leggende e realtà. Ingratitudine

Da fiabe e leggende di Leonardo da Vinci.

– Oh, quei colombi, come si vogliono bene! – diceva un giorno il
cane del contadino col naso puntato verso la colombaia.
– Stanno sempre vicini, si baciano, si fanno tanti complimenti: qui
nel pollaio, invece, c’è sempre battaglia, sempre baruffa in
famiglia –
– Povero grullo – gli rispose un gallo appollaiato sopra una
carretta. – Tu non li conosci. I colombi sono l’ingratitudine in
persona. Finché sono piccoli, son tutti babbo e mamma; ma
quando sono grandi e non hanno più bisogno di essere nutriti
dai genitori, lo sai che cosa fanno? Si rivoltano contro il padre,
si azzuffano ogni giorno con lui, e non sono contenti finché
non l’hanno scacciato di casa.
Poi quegli ingrati, gli rubano perfino la moglie, dimenticando che
è la loro mamma –
(da Leggende: Ingratitudine. H. 7 r.)

Realtà:

La realtà è molto semplice e non va ricercata
indagando il mondo dei piccioni, ma quello degli uccelli in
generale.
Facendo attenzione si nota che Leonardo nella leggenda sottolinea
che i figli cresciuti si azzuffano col babbo, non con la mamma. E
se avesse proseguito l’indagine avrebbe probabilmente scoperto che
quelli che litigavano con papà non erano le femminucce,
bensì i maschietti. Perché? I maschi degli uccelli
sono territoriali cosa che li rende veramente irascibili coi simili
dello stesso sesso; in questo caso i figli dei colombi, che
raggiungono la maturità sessuale a meno di un anno,
sviluppano gli istinti di territorialità anche nei confronti
del padre, considerato semplicemente un rivale.
Altra considerazione: l’accoppiamento con la propria madre. Succede
spesso nel regno animale, ma è ovviato talvolta dal fatto
che i maschi vengono allontanati dal gruppo o dal branco (cetacei,
per esempio). I colombi ed i piccioni sono animali che spesso
vivono nei pressi dell’uomo o ne sono addirittura
addomesticati.
Ne consegue che l’abbondanza di cibo, dovuta alla presenza
dell’essere umano, renderebbe riluttante ad andarsene anche il
più “duro” degli animali e di conseguenza la madre,
all’occasione, diventa una semplice femmina.

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