Monitor e consumi d’energia. I dati

L’EPA, l’ente protezione ambientale Usa, detentore dello standard per l’efficienza energetica Energy Star, ha commissionato all’Università di Berkeley un’indagine sui consumi energetici degli apparecchi da ufficio.

Tra i dati elaborati, emerge che il consumo d’energia dei
monitor dei computer varia anche a seconda dei colori, della
luminosità, del contrasto impostato e, soprattutto, della
quantità di luce generata.

La variazione è maggiore nei monitor a tubo catodico
(CRT), che nei moderni schermi piatti LCD – ma pur sempre
significativa (“maximum to minimum on power ranges from 118-188% in
CRTs, compared to 103-108% in LCDs”).

Fonte: Energy Analysis Department
Environmental Energy Technologies Division
Berkeley Nat.l Lab., University of California, Berkeley, USA

Gli effetti di luminosità, colore e contrasto sul consumo
d’energia dei monitor, specificamente LCD, sono poi stati indagati
più dettagliatamente da nuove ricerche. I ricercatori di
ECOS Consulting hanno riscontrato con esattezza nello studio
“Recommended Approach to Revising Energy Star Monitor Specification
and Summary of Process to Date” che il colore bianco, rispetto al
colore nero, ha un impatto sul range di potenza anche degli schermi
LCD, perché uno schermo richiede più backlighting, la
componente più energivora (“energy-intensive component”) del
monitor.

Dai calcoli e dalle fonti più attendibili che abbiamo
selezionato, sono emersi questi risultati.

  • 250 milioni di ricerche al giorno su
    Google
  • Assumendo 15 secondi per ogni ricerca, si
    ipotizza un totale di circa 1.000.000 ore al giorno in cui il
    motore di ricerca è visualizzato sui monitor di tutto il
    mondo
  • L’indice di penetrazione sul mercato dei monitor LCD è
    del 74% [DisplaySearch]
  • Un display LCD risparmia, visualizzando il nero invece che il
    bianco, 4 Wh; un display CRT 10 Wh. Il dato aggregato dell’universo
    monitor è quindi un risparmio medio di 5,5
    Wh
  • Quindi il risparmio globale è di 5.500
    megawattora al giorno.
  • E’ quindi fondato presumere che l’impiego di un motore di
    ricerca nero farebbe risparmiare 2 milioni di KWh all’anno: in
    termini economici 200.000 euro all’anno d’energia in meno.

Secondo LifeGate questi risparmi in sé non sono
significativi, il valore economico è di circa 200.000 Euro
anno su tutto il pianeta.
LifeGate ha comunque sviluppato LifeGaatle, una sua versione di
Google, perché anche questo, al di la dei risparmi e senza
fare promesse sensazionali, contribuisce a diffondere un messaggio
di attenzione all’ambiente.

Stefano
Carnazzi

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