“Monnezza Day”: l’energia secondo Beppe Grillo

In un sabato di fine febbraio una montagna d’idee, di ironia, di livore e d’orgoglio contro la montagna di spazzatura che sta sommergendo Napoli.

E chi fa capolino lassù in vetta? Beppe Grillo, con
un’intera giornata che ha riunito persone, artisti, scienziati e
attivisti dei Meet Up nella convention della protesta e della
proposta.

Alla conferenza stampa, affiancato da esperti del calibro di
Maurizio Pallante, Beppe Grillo ha lanciato strali contro
inceneritori (“gli oncologi francesi stanno facendo di tutto per
chiuderli, per non farne più”), contro quelle regioni
d’Italia che dopo aver trasformato la Campania in una pattumiera
ora non alzano un dito per difenderla e anzi la denigrano (“fate
come il Kosovo, un referendum per staccarvi dall’Italia”), contro
l’attuale classe politica; e… contro una “leggina”
sull’energia.

E che c’entra con la “monnezza” la “truffa legalizzata” sulla
nostra bolletta dell’elettricità?
Lo scopriamo con le sue parole.

“Potevamo diventare il paese più grande del mondo a
energia rinnovabile, col sole, l’acqua, il vento, dando il 7% della
nostra bolletta alle rinnovabili, con una legge del 1992” ha
urlato.
“Poi, un attimo prima di presentarla, qualcuno, straordinariamente
furbo, disonesto e criminale, un attimo prima ci ha aggiunto una
parola. E con una parola ha rovesciato il mondo. Vedete cosa fa una
parola! E allora il finanziamento del 7% dalla bolletta, invece di
andare alle rinnovabili – ci hanno aggiunto la parola “e alle
‘assimilate'” e… 48 miliardi di euro – 4 finanziarie dei
nostri soldi! – sono stati rubati dalle nostre bollette, andando ai
petrolieri!”

Il fatto a cui si riferisce è il decreto CIP6 (1992), in
forza del quale il 7% di ciò che paghiamo della nostra
bolletta doveva andare allo sviluppo di fonti rinnovabili in
Italia. Grazie all’aggiunta della parolina “e alle assimilate” (con
cui si intendono rifiuti di raffinerie, scarti industriali) questi
48 miliardi di euro sono andati alle industrie petrolifere, che ci
hanno bruciato liquami e finanziato inceneritori.

48 miliardi di euro alle raffinerie e agli inceneritori.

“Io non voglio finanziare i tumori, l’unica cosa per difendersi
che possiamo fare… sapete cos’è? – ha proposto il
comico genovese – Il 7% della bolletta dell’Enel me lo trattengo.
L’Enel, se gli abbatti il 7%, e se un milione di persone non paga
il 7%, cosa vuoi che faccia? 1 milione di cause? Io ho cominciato 3
giorni fa”.

Volete sapere per ogni bolletta dell’elettricità quanto
ognuno dà alle fonti “assimilate”, cioè a raffinerie,
inceneritori, alla spazzatura, alle ‘ecoballe’? Guardate alla voce
“A3”.

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