Napster addio. Adesso la musica online si paga

Musica e web: un rapporto difficile. Una volta entrate nel www le note hanno iniziato a percorrerne le reti e i navigatori hanno capito che scambiarsi brani musicali era conveniente.

In poco tempo il file-sharing, la condivisione online dei file
(documenti) da computer a computer, ha assunto dimensioni un tempo
impensate, i giovani se ne sono impossessati e le case
discografiche si sono viste sottrarre importanti quote di mercato.
Così, dai clic del mouse si è presto passati alle
aule dei tribunali e il sogno della musica gratuita si è
presto sgonfiato. Come non ricordarsi i momenti in cui Napster, il
noto sistema di condivisione via Rete di musica, animava le
giornate e le cronache dell’Internet Economy. Ma questo incredibile
portale, che al massimo della sua popolarità ha raggiunto
quasi 2 milioni di utenti simultanei al giorno, ha dovuto cedere il
passo agli interessi delle major.
I colossi del disco si sono riorganizzati e, dopo interminabili
processi, sono riusciti a riportare su “giusti” binari la querelle
diritti-cyberspazio, pubblicando sulla Rete nuovi servizi legali
per la distribuzione di musica in formato digitale.

Oggi i navigatori, se vogliono ascoltare un po’ di musica online,
possono collegarsi a MusicNet.com, portale realizzato da
RealNetwork, il colosso che produce il famoso RealPlayer,
attingendo dagli archivi di Aol Time Warner (Warner Music),
Bertelsmann (Bmg) ed Emi. L’accesso base a RealOne Music costa
circa 10 euro, e consente di scaricare fino a 100 canzoni e di
ascoltarne in streaming un altro centinaio. Ma attenzione, la
musica non dura all’infinito. I brani salvati sull’hard disc del
nostro pc durano soltanto 30 giorni, poi i file diventano inattivi
e per ascoltarli di nuovo bisogna pagarne la riattivazione. In
più, la musica scaricata non può essere masterizzata
su Cd Rom o Dvd, tantomeno può essere salvata all’interno
dei player portatili di musica digitale, come i lettori Rio per Mp3
o i telefonini predisposti alla riproduzione della musica scaricata
da Internet.

Chi è alla ricerca di altri servizi può provare con
Rhapsody, portale realizzato dalla società indipendente
Listen.com che, ad un prezzo compreso tra i 5 e gli 8 euro al mese,
permette agli utenti di scaricare dal Web le canzoni dei propri
begnamini. Entro la fine di dicembre, poi, Vivendi e Sony Music
inaugureranno Pressplay.com, una piattaforma che si presenta come
un vero e proprio studio di registrazione digitale, in cui i
navigatori potranno creare e mixare online, musiche, video e
qualsiasi altro contributo multimediale, a patto di possedere una
connessione Internet a banda larga.

Luca Bernardelli

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