L’Onu lancia un mezzo economico per l’acqua potabile

Basta una bottiglia di plastica e un po’ di sole per avere acqua potabile a disposizione, anche dove non esistono acquedotti, fornelli o altri sistemi di rifornimento.

Non si tratta di un’alternativa economica all’acqua minerale, ma di
un serissimo progetto promosso dall’Organizzazione Mondiale della
Sanità per rimediare ad uno dei più gravi problemi
sanitari del nostro tempo: la mancanza di acqua potabile.

Oggi – ha comunicato l’agenzia delle Nazioni Unite in occasione
della giornata mondiale dell’acqua- oltre un miliardo di persone
non dispone di acqua potabile e oltre tre milioni, soprattutto
bambini, muoiono ogni anni per malattie legate al consumo di acqua
inquinata: una vera emergenza che secondo gli esperti è
destinata ad acuirsi entro il 2010.

Proprio per intervenire in queste situazioni è nata SODIS –
questo il nome – acronimo dell’inglese Solar Water Disinfection , o
Disinfezione Solare dell’Acqua – una tecnica ideata dall’Istituto
svizzero per le Scienze e le Tecnologie ambientali, che consiste
semplicemente nel riempire una bottiglia di plastica trasparente
con l’acqua che si desidera disinfettare per poi esporla al
sole.

Tutto qui: “basta una vecchia bottiglia da bibita – si devono usare
le bottiglie di PET (Polietilentereftalato) che hanno contenuto
bevande gassate o acqua, non quelle di detersivi o altri liquidi
che possono essere di PVC (Polivinilcloruro) – per disporre di
acqua potabile senza spendere praticamente a” spiega il
responsabile del progetto, Martin Wegelin e continua: ” in questo
modo inoltre si incoraggia il riciclaggio dei rifiuti, limitando
l’uso di carbone e legna da ardere”.

Anche se per usare SODIS è necessario mettere in atto alcuni
accorgimenti: il metodo funziona solo nei paesi caldi e molto
soleggiati. La bottiglia – che possibilmente deve essere appoggiata
su una superficie scura, meglio se di metallo (come una lamiera
ondulata) per raccogliere il calore – deve rimanere al sole almeno
cinque ore se non c’è neanche una nuvola in cielo, e due
giorni se il tempo è parzialmente nuvoloso.

Con queste premesse, la tecnica-sperimentata in diversi paesi tra i
quali Bolivia, Burkina Faso, Cina, Indonesia, Tailandia e Togo, –
garantisce la distruzione della maggior parte degli agenti
patogeni, Il che la rende una possibile soluzione di emergenza per
viaggiatori esotici, ma una concreta opportunità di
migliorare la qualità della vita per quanti vivono in aree
in cui metodologie più efficaci non sono immediatamente
disponibili o sono compromesse da conflitti o calamità
naturali .

Abigaille Barneschi

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