Nel futuro, prelievi di sangue senza aghi

Fare gli esami del sangue senza subire fastidiose iniezioni è il sogno di molti. Un sogno che potrebbe tradursi in realtà, grazie ad un dispositivo elaborato da un ricercatore americano.

Il merito è di Babs Soller del National Space Biomedical
Research Institute, che sta lavorando per adattare a questo scopo
la spettroscopia NIR, una tecnica già utilizzata anche a
livello diagnostico per valutare il livello di ossigenazione dei
tessuti. I raggi infrarossi utilizzati da questo metodo – NIR sta
appunto per “near infra red” – hanno una lunghezza d’onda superiore
a quella della normale luce rossa, “che ha la caratteristica di
attraversare i tessuti senza danneggiarli, permettendo così
di raccogliere informazioni sulla qualità dei tessuti stessi
e in particolare del sangue”, spiega Soller.

Originariamente ideato per essere utilizzata in condizioni estreme
durante i viaggi spaziali, questo tipo di esame si avvale di
un’apparecchiatura leggera e di piccole dimensioni, particolarmente
adatta dunque per la medicina di emergenza, e in tutti i casi in
cui sia necessario rilevare le condizioni di un paziente senza
spostarlo. I ricercatori stanno lavorando adesso per raccogliere
dati e confrontarli con le metodiche di analisi tradizionali, in
modo da tarare il nuovo strumento ed evitare variazioni dovute, ad
esempio, alla massa corporea e al colore della pelle: “le pelli
più scure assorbono una maggiore quantità di raggi
infrarossi”, spiega la ricercatrice, “per questo motivo stiamo
lavorando con diversi gruppi etnici, in modo da tener conto di
queste variabili”.

Una volta messo a punto per la pratica clinica, il nuovo strumento
consentirà di utilizzare nuovi parametri – come il Ph e il
grado di ossigenazione dei tessuti – per valutare condizioni
patologiche come l’anemia o lo stato di choc.”Il principale pregio
di queste tecniche è che consentono di controllare le
condizioni del paziente in modo costante, senza creargli maggiori
disagi: una caratteristica che rende questo apparecchio
particolarmente utile nei reparti pediatrici o in chirurgia nel
caso di pazienti con gravi emorragie”,conclude Babs Soller. Anche
se è allo studio una versione più piccola dello
stesso apparecchio destinata gli sportivi che vogliano monitorare
costantemente le proprie condizioni fisiche.

Abigaille Barneschi

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