Un papà nel mondo dei pap test

“Se la donna porta nel suo grembo il figlio, il papà lo porta nel suo cuore e nella sua mente. La paternità é vitale per lo sviluppo sano del feto

Parole di Gino Soldera, docente di Psicosomatica all’Accademia
Nazionale di Scienze Igienistiche e Naturali “Galileo Galilei” di
Trento, particolarmente interessato alla Educazione e Psicologia
Prenatale.

Si, perché anche il padre fa gravidanza, travaglio e parto:

accarezzare
il pancione, parlare al bambino,
ma soprattutto svolgere il suo ruolo di padre, donando sostegno e
protezione. La voce interiore di papà gli dice di spalancare
le braccia e tenere la sua compagna e il suo bimbo con tutto il suo
amore… deve essere libero di fare ciò che sente, fa bene a
tutti e tre.

Anche nell’uomo durante la gravidanza della sua donna avviene un
cambiamento ormonale: c’è una diminuzione di testosterone e
un aumento di ossitocina e il messaggio che gli mandano questi
ormoni è: “ammorbidisciti”. Questo squilibrio ormonale
può indurlo a sentimenti di solitudine che è bene
vengano comunicati alla propria compagna. In questi momenti
è fondamentale, come dice appunto Heinowitz, rinomato
psicologo infantile e terapeuta della famiglia, che entrambi i
genitori mettano in chiaro quali sono le aspettative, le paure, e
soprattutto le emozioni di questo magico evento.

Comunicare i propri stati d’animo è fondamentale per il buon
equilibrio della coppia e per trasmettere al bambino la sensazione,
fin da subito, che può manifestare quello che sente dentro
senza paura. La coppia è il primo esempio di relazione che
diamo al piccolo, il primo e il più importante…una donna
che si sente capita, sostenuta, accudita, protetta e amata,
vivrà una gravidanza felice e serena e trasmetterà al
bimbo inconsciamente queste sensazioni ed emozioni di gioia sia
psichicamente con i suoi pensieri che chimicamente con gli ormoni
che produrrà in questo stato di benessere.

Il periodo prenatale è accompagnato da un “corredo
sonoro
“: le voci della madre e del padre sono importanti, le
loro vibrazioni stimolano e plasmano il sistema neuro-sensoriale
del bambino in formazione.

Da recenti studi è stato verificato che tali vibrazioni
hanno proprietà sinaptogeniche: la voce paterna sollecita
prevalentemente le connessioni neuronali del tronco e degli arti
inferiori mentre quella della madre consente l’attivazione
senso-motoria della parte superiore del torace e del capo.

La voce maschile e femminile è quindi un richiamo alla vita
oltre che un’impronta capace di marcarne l’esistenza in termini
emotivi, affettivi e cognitivi.

La figura paterna impara, fin dal momento della gravidanza, a
comunicare con il suo bambino, a dargli risposte concrete. Si
può iniziare con giochi, cullamenti, ninna-nanne, nello
stesso modo della madre, in questo modo il piccolo si sente
rassicurato dalla comprensione che entrambi hanno verso di lui/lei,
e ha di conseguenza uno sviluppo psicofisico più
equilibrato.

Dagli studi fatti negli ultimi trent’anni non ci sono dubbi sul
fatto che il bambino vive, sente, percepisce, risponde agli
stimoli, già durante la gravidanza.

La donna ha questo dono immenso di poter
vivere la gravidanza
, rispettando le differenze, è bene
che coinvolga l’uomo riconoscendone il suo fondamentale ruolo,
avendo entrambi un valore incommensurabile.


Laura Verdi

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