Nel sangue il cocktail dei ‘nostri’ veleni

L’attenzione verso l’ambiente e quello che mangiamo viene visto da molti come una fisima elitaria o una precisa strategia di mercato. Chi dice così non conosce lo studio della Mount Sinai School of Medicine.

Nel novembre scorso si alzò un polverone clamoroso quando
Margot Wallstrom, commissario europeo all’ambiente, rese pubblico
il risultato delle analisi del suo sangue, che conteneva 28
sostanze tossiche, tra cui l’insetticida Ddt, bandito da decenni
dal mercato. Recentemente è stato pubblicato uno studio, condotto dalla Mount Sinai School of
Medicine di New York in collaborazione con il Environmental Working
Group and Commonweal, che conferma e testimonia quanto il corpo
umano faccia parte dell’ambiente circostante assorbendo ciò
che si trova nell’aria, ciò che tocca e che ingerisce. Dai
dati scientifici emerge con chiarezza sorprendente quanto tutto sia
collegato e interdipendente.

Lo studio si basa su 9 persone adulte che conducono una vita sana e
che nel lavoro non vengono in contatto con prodotti chimici. Sangue
e urina sono stati esaminati sulla presenza di 210 sostanze
chimiche, la maggior parte delle quali non esistevano 75 anni fa,
quindi un loro riscontro è da collegare agli effetti degli
sviluppi verificatosi negli ultimi decenni. Complessivamente sono
167 i pesticidi, gli inquinanti e le sostanze chimiche che i
ricercatori hanno trovato, con una media di 91 veleni a
persona.

Ci si può domandare: cosa cambia per me se ho un po’ di
chimica nel mio corpo? La risposta è: in genere le sostanze
tossiche hanno un influsso negativo sul benessere psicofisico e
sulla salute, possono portare a malesseri diffusi come mal di testa
o a malattie serie. Nello studio sopra citato è stato
verificato che in media le nove persone hanno nel loro sangue o
urina 53 sostanze cancerogene, 62 tossiche per il cervello e il
sistema nervoso, 58 che interferiscono con il sistema ormonale, 55
associate a problemi di sviluppo, 55 dannose per il sistema
riproduttivo, 77 per il sistema immunitario. La stessa sostanza
può avere diversi tipi di impatto sulla salute: allo stesso
tempo può essere cancerogena, dannosa per il sistema
riproduttivo e per il sistema ormonale.

Visto che esiste questa grande permeabilità tra essere umano
(e animale) e mondo circostante, risulta evidente l’importanza
delle scelte che facciamo tutti i giorni. Oltre la musica, l’arte,
le letture e pratiche distensive come yoga e meditazione, è
proprio l’ecologia dell’ambiente, dei prodotti e del cibo che
influisce direttamente sul benessere e la salute: il corpo assorbe
molte meno sostanze chimiche se vestiamo con tessuti realizzati con
procedure ecologiche, se ci spalmiamo di creme naturali, se
scegliamo mobili fabbricati con colle e vernici atossiche, se
verniciamo le nostre case con tinte naturali, se respiriamo aria
poco inquinata e mangiamo cibi senza pesticidi e antibiotici.

Rita
Imwinkelried

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