Next, la nuova arte di costruire

L’impressione conclusiva dopo una visita della mostra “Next”per che tipo di vita e di persone sono adatti questi edifici, una volta costruiti?

L’impressione conclusiva dopo una visita della mostra “Next” negli
spazi delle Corderie dell’Arsenale è che gli architetti si
siano sbizzarriti in eleganti, spesso sorprendenti forme
architettoniche per celebrare i nuovi materiali, le ultime
tecnologie e la capacità tecnica e organizzativa di
realizzare edifici straordinari. Ma poiché l’architettura
è un’arte che ha uno scontro concreto e quotidiano con la
realtà delle persone, si pone automaticamente la domanda per
che tipo di vita e di persone sono adatti questi edifici, una volta
costruiti.

Questi futuri musei, torri, abitazioni, chiese, spazi di
interscambio, di formazione, di lavoro e di shopping sembrano tutti
abbastanza poveri di qualità sensoriali, cioè di
elementi che influiscono attivamente sullo stato emotivo di chi ci
vive e di chi li frequenta. Colori caldi, forme morbide, superfici
piacevoli al tatto, spazi per l’aggregazione che non diano
l’impressione che dal “cogito ergo sum” siamo passati al “consumo
ergo sum” sono rari. Le straordinarie possibilità
dell’architettura di proporre forme e stili di vita basate su una
visione olistica, sembrano essere accantonate dai progettisti in
favore di una visione dove lavoro, consumo, tecnologia e una forte
capacità di trovare soluzioni tecniche per situazioni
difficili stanno completamente al centro dell’attenzione. Sembrano
tutto sommato architetture progettate per una vita all’insegna
dell’efficienza, per gente che pensa molto al lavoro e che usa il
tempo libero per tenersi in forma.

Elementi che sono importanti nell’architettura sostenibile e nella
bioarchitettura, come risparmio energetico, sistemi di
riscaldamento da fonti rinnovabili e l’impiego di materiali
ecologici, fanno ormai con naturalezza parte delle costruzioni
considerate di buon livello. Particolarmente interessante nella
mostra il progetto ecologico sviluppato dagli architetti dello
studio Sauerbruch Hutton Architects, per la realizzazione della
nuova sede del Ministero dell’Ambiente a
Dessau
in Germania. Oppure una torre progettata per Londra dagli
architetti Foster&Partners
, dove con un sistema di riciclo
dell?aria viziata si riesce a ridurre significativamente il consumo
di riscaldamento e aria condizionata.
La Biennale dell’Architettura dura fino al 3 novembre e ha luogo
alle corderie dell’Arsenale e nei padiglioni dei Paesi nei Giardini
della Biennale.

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